Partecipata conferenza di Domenico Quirico: testimonianze di vite

Un dibattito aperto sul tema dell’apertura nei confronti di altre culture

Domenico Quirico a Fossano marzo 2022

Si è svolto martedì 14 marzo l’incontro sul tema della libertà di stampa e del suo costo in termini emotivi e non solo organizzato dal tavolo intercultura nell’ambito della rassegna di eventi “Diritti, dove?”
Introdotti da Andrea Silvestro, si sono alternate svariate testimonianze di vite vissute all’estero e in Italia all’insegna dell’accoglienza: Giulia Ramonda, impegnata con Operazione Colomba della Papa Giovanni XXIII; Mamadou Diae, richiedente asilo inserito nell’ambito del progetto Sai, la lettura di una poesia di Florentina Silvestru fuggita dalla Romania nel 1989 e, in chiusura, da due tutor e due utenti del progetto Instradaaa che mette in rete volontari e migranti in un rapporto di uno a uno favorendo una inclusione profonda, da Nino Mana per affrontare il complesso tema dell’accoglienza dei profughi Ucraini anche nella nostra città.
Domenico Quirico, introdotto e intervistato dal giornalista della Gazzetta Alessandro Filippini ha dipinto un quadro drammatico di un mondo lacerato da conflitti cruenti. Dal Mozambico al Ruanda, dalla Liberia alla Somalia, Quirico ha raccontato Paesi in cui i bambini imparano a sparare invece che a giocare: “In 2/3 dei Paesi del mondo lo strumento moderno più diffuso non è il cellulare o il laptop, ma l’AK47. La più perfetta e sanguinosa invenzione dell’uomo”.
Sul parallelismo tra le guerre del passato e alcune di quelle del presente Quirico ha distinto tra conflitti spinti da questioni politiche come la conquista di un territorio e guerre ideologiche, virtualmente infinite perché: “non ci possono essere tregue quantdo si combatte per DIo o l’etnia. Sono guerre che riguardano l’assoluto”.
È nota la posizione di Quirico nei confronti della narrazione dei fatti, possibile solo in loco, solo “in presa diretta” percependo sulla propria pelle il dolore di chi si sta raccontando: “Quando sono stato sotto il primo bombardamento – ha detto – ho capito che era intrinsecamente inenarrabile”. Ecco che Quirico diventa migrante sul barcone che naufraga, viene rapito per ben tre volte, sta sotto i bombardamenti: fa emergere quelle storie che altrimenti non avremmo conosciuto e quindi non sarebbero esistite almeno nel sentire comune.
“Il giornalismo è il mestiere più facile: bisogna andare, guardare, scrivere condividere, non ci sono tecniche per scrivere buoni articoli né c’è una tecnologia o strumento tecnico che vi insegnerà. Il problema è riuscire a scrivere una prosa onesta sugli esseri umani e l’unico modo è condividere il loro destino fino in fondo. Il referente del giornalista non è il lettore e nemmeno il direttore o l’editore, ma sono le persone di cui si condivide il destino”.
A chiusura di serata il sindaco di Fossano Dario Tallone ha portato i saluti della città degli Acaja con ringraziando relatori e organizzatori e concludendo con un intervento che ha generato dissenso in sala: “Sono lieto che i discorsi di questa sera ci diano ragione. Il fascismo e il nazismo non esistono più, il comunismo invece sì”. Al netto delle polemiche, il Primo Cittadino ha ribadito l’invito alla solidarietà con la raccolta fondi di Caritas, che ha raggiunto i 18mila Euro e sta continuando a salire e la disponibilità di alloggi: “Si è fatta sentire la generosità dei fossanesi”.