Miglio: “Chiediamo la proroga della moratoria dei mutui per le aziende agricole”

antonio miglio, presidente Crf

“Siamo consapevoli delle difficoltà che stanno affrontando le aziende agricole; in questo periodo hanno dovuto affrontare di tutto: oltre all'aumento dei prezzi delle materie prime, sono alle prese con una siccità che non ha precedenti e ora ci si mette anche il gelo. Da parte nostra stiamo cercando di agevolarle; è nostro interesse perché gli agricoltori sono tra i nostri migliori clienti; ma stiamo incontrando molti problemi di ordine burocratico". Antonio Miglio, presidente Crf, nel corso della Conferenza di presentazione della Fiera del vitello grasso, ha denunciato la difficoltà che sta incontrando la Cassa di risparmio di Fossano - ma non solo: si tratta di un problema comune a tutte le banche - nel tentativo di aiutare le aziende agricole  alle prese con la restituzione dei prestiti in un momento in cui non possono permetterselo. Abbiamo studiato una moratoria che va bene: funziona sia per noi che per le aziende -: si tratta di sospendere per un certo periodo la restituzione delle rate prolungando di pari tempo la durata del mutuo. Purtroppo la possibilità di queste moratoria scade a fine giugno. Il presidente dell’associazione bancaria Patuelli sta cercando di ragionare con i funzionari dell’Unione europea per ottenere la proroga della moratoria oltre il 30 giugno. Dobbiamo riuscire a convincerli che non si tratta di un aiuto di Stato ma di un rapporto tra la banca e l’azienda agricola; lo Stato non finanzia queste operazioni, non spende un centesimo"

Un ulteriore problema deriva da una nuova normativa europea, approvata a inizio gennaio, che inserisce le aziende che ristrutturano un debito tra i “cattivi pagatori”.

Come si può ben intuire, la moratoria di un prestito comporta la ristrutturazione del debito perché ne modifica le scadenze. "Questo complica ulteriormente la situazione perché l'iscrizione in questo elenco impedisce alle banche la concessione di nuovo credito all'azienda che potrebbe invece trovarsi nella necessità di accendere nuovi mutui o aprire un fido. L’associazione bancaria si sta impegnando per far modificare questa normativa.