Sant’Albano, quale futuro per la Casa di riposo?

La struttura in forte sofferenza con perdite mensili fino a 20mila euro

Sant'Albano Casa di riposo

La Casa di riposo di Sant’Albano è sempre più in sofferenza. Ad acuire la crisi il Covid e, negli ultimi mesi, il caro bollette. Una somma di fattori che si è abbattuto sulle residenze per anziani svuotandole e non lasciando ampi margini a strutture come la Ida Pejrone. Suo grosso limite, infatti, è essere una semplice Residenza alberghiera (Ra) non autorizzata a ospitare persone non autosufficienti. “Oggi si tende sempre più a tenere in casa i propri genitori - conferma lo stesso presidente Claudio Audetto - e si ricorre alle strutture quando ormai diventa difficile la gestione domestica perché viene a mancare l’autosufficienza, quindi una Residenza alberghiera è poco richiesta”.
Con il Consiglio di amministrazione e l’Amministrazione comunale, Audetto sta valutando soluzioni alternative per mantenere la struttura che per Sant’Albano è una istituzione ormai storica a cui il paese è affettivamente legato. “Due anni fa ci stavamo muovendo per passare da Ra a Rsa - spiega -, purtroppo la pandemia non solo ha bloccato tutto ma ha affossato ogni nostra velleità”.
Ad oggi sono occupati 28 dei 36 posti disponibili. “Fatti due conti - continua il presidente - la Casa di riposo perde al mese circa 10mila euro di rette. Se a questo si sommano gli aumenti delle spese per le utenze arriviamo a registrare un negativo mensile di 15-20mila euro. Un’emorragia che va avanti da mesi e ci sta mettendo in ginocchio”.
Una soluzione, valutata con la cooperativa Consorzio sinergie e sociale (Css) di Alba a cui è affidata la gestione della Casa di riposo, è di affiancare una struttura per giovani. Un progetto pilota tutto da costruire, unico in Piemonte, ma non per questo impossibile. “Purtroppo la normativa è stringente - aggiunge Audetto - ci chiede che le due strutture risultino indipendenti. Ci obbliga a creare percorsi separati anche per la distribuzione dei carrelli della mensa oltre che delle entrate. Tutto molto complicato e costoso per un progetto che non si sa se potrà funzionare. Continuiamo a lavorare per scongiurare la chiusura nonostante le mille difficoltà e un patrimonio che si prosciuga sempre più”.