Villafalletto, il Mortorio Pasquale con più di 400 figuranti e confratelli

Martedì sera la rievocazione della morte di Gesù della Confraternita della Nera. Centinaia di fedeli in preghiera e in processione per le strade del paese. La celebrazione si svolge dal 1715

Mortorio a Villafalletto

In un’atmosfera solenne, con le strade illuminate solamente da torce e lumini su tutti i marciapiedi e i balconi, centinaia di fedeli in preghiera e più di 400 figuranti e confratelli hanno preso parte, martedì 12 aprile a Villafalletto, al Mortorio Pasquale della Confraternita della Nera, la rievocazione della morte di Gesù, seguendo una regola che risale al 1715. Erano presenti numerose Confraternite della zona, tanti fedeli forestieri, autorità dai Comuni vicini, tra cui il sindaco di Cuneo Federico Borgna, gli ex parroci villafallettesi Don Ezio Bodino e Don Sergio Daniele e il vescovo della Diocesi di Fossano Piero Delbosco.
La processione si è svolta in tre momenti: il primo e l’ultimo nella chiesa della Confraternita della Misericordia, il secondo lungo le vie del paese in un percorso di circa due chilometri. Nella prima parte è stato descritto il luogo del calvario. Il parroco ha pronunciato le ultime parole del Cristo, mentre i Confratelli incappucciati, assieme al Rettore e al Vice Rettore, hanno preso possesso del corpo del Cristo morto, appeso sulla croce, per deporlo con le braccia piegate sul Catafalco. Di qui è iniziato il corteo con i quattrocento figuranti che sono usciti dalla chiesa, accompagnati da un angelo che suonava la tromba e seguiti da un confratello incappucciato che reggevano una croce. Dietro di loro, tutti gli altri protagonisti: soldati con tamburi e fucili, centurione a cavallo, confratelli con torce e angioletti. Poi un confratello è uscito reggendo l’insegna di un teschio, simbolo del martirio di san Giovanni Battista, seguito da quattro sergentini a cavallo e i simboli della Passione, portati ognuno da angioletti. Furono aggiunti nell’Ottocento la figura di Giovannino, il Battista giovane, e il coro femminile, la banda musicale e il coro maschile, che hanno sfilato davanti all’angelo Gabriele che chiudeva il corteo del teschio e annunciava l’arrivo del Cristo deposto.
La processione, dopo aver percorso alcune vie, è ritornata in chiesa: qui la statua del Cristo morto è stata benedetta e incensata. Dopo essere stata avvolta in un lenzuolo, è stata deposta in un sepolcro. I cori hanno iniziato a cantare l’inno “Vexilla Regis”, appositamente composto nell’anno 1786 per il mortorio, mentre la reliquia della croce è stata esposta ai fedeli che a quel punto hanno potuto baciarla.
Questa del 2022 è stata anche la prima edizione trasmessa in diretta, sia su Telegranda (al canale 81 del digitale terrestre) sia su Facebook grazie alla collaborazione di Radio Villa Sound e Telegranda.