A Fossano il Reddito di cittadinanza dà lavoro

Per prima nella Granda, la città degli Acaja ha attivato i "Progetti utili alla collettività" in cui sono coinvolti quanti percepiscono il sussidio

Parco cittadino

Scrivi “Reddito di cittadinanza”; leggi “Progetti utili alla collettività”, ovvero Puc. Per primo nella provincia di Cuneo, il Comune di Fossano si è sforzato di rendere concreta la disposizione di legge secondo la quale quanti percepiscono il sussidio devono “restituire” impegnandosi in attività a vantaggio della comunità, senza percepire alcun compenso in aggiunta al sussidio stesso. In questi mesi il “meccanismo” ideato ha dato prova di funzionare bene, coinvolgendo un buon numero di percettori attraverso “turni” di alcuni mesi.

“Siamo molto soddisfatti, sia di essere riusciti ad avviare questi progetti, sia per il risultato ottenuto - commenta Ivana Tolardo, assessore alle Politiche sociali -. La fase progettuale è stata laboriosa: essendo il primo Comune in provincia di Cuneo ad attivare i Puc, non avevamo una «via maestra» da seguire e siamo stati degli autodidatti. Le persone coinvolte si stanno spendendo molto, ci mettono tanto impegno: lo apprezziamo”.

A Fossano sono circa 250 i percettori del Reddito di cittadinanza: è un numero che può variare, secondo le stesse regole con cui il sussidio viene assegnato o revocato, e a cui bisogna sottrarre i “casi di esonero”, ovvero coloro che non possono essere coinvolti nei Puc ad esempio perché anziani o perché devono occuparsi di un familiare con disabilità. Per quanti, al contrario, possono (devono) essere coinvolti, il Comune ha stilato quattro progetti: “Biblioteca aperta” riguarda la cura degli scaffali, l’allestimento degli spazi e l’accoglienza di bambini, disabili e stranieri nella biblioteca civica; “Fossano città accogliente” la pulizia del parcheggio sotterraneo e dei servizi igienici pubblici e la raccolta dei rifiuti nei parchi cittadini; “Città verde e pulita” la pulizia delle aree verdi e dei marciapiedi; “Riordino mensa” il riordino e la pulizia della mensa scolastica. I quattro progetti possono, insieme, accogliere 11 percettori, che garantiscono il loro impegno per tre mesi, al termine dei quali cedono il posto ad altri percettori: dall’attivazione dei Puc, si è già al secondo turno. L’orario è di 8 ore settimanali, che possono raddoppiare se entrambe le parti sono d’accordo.

Al di là di quanto stabilisce la normativa - chi si rifiuta di partecipare ai Puc rischia di perdere il sussidio -, le parole dell’assessore Tolardo mostrano come molti percettori del Reddito di cittadinanza abbiano sfruttato volentieri l’occasione, offerta dal Comune, di essere utili alla collettività. Peraltro, la scelta di destinare il percettore a questo o quel progetto non è casuale: l’«abbinamento» si effettua attraverso colloqui che coinvolgono il Consorzio Monviso solidale e il Centro per l’impiego. A fronte di un pregiudizio diffuso (ma confermato - va detto - da alcune ricerche effettuate nel corso del tempo a livello nazionale), non storcono il naso davanti ai Puc neppure i giovani percettori del Reddito di cittadinanza. Semmai, può essere più difficile coinvolgere questi ultimi perché sono spesso impegnati in corsi di formazione; ma si tratta, in questi casi, di assenze sicuramente giustificate, essendo i corsi di formazione preziosi per chi non ha un lavoro e lo cerca.