Da Fossano a Pinerolo la staffetta alpina

È partita da Fossano oggi - mercoledì 8 giugno - la terza tappa della "Staffetta alpina",  partita da Ventimiglia con destinazione Trieste per celebrare 150 anni di storia del corpo fondato nel 1872.
Gli estremi della terza tappa (43 km) della Staffetta sono due città che insieme ospitano ben tre reggimenti delle Truppe Alpine dell’Esercito: a Fossano sono di stanza il 1° da montagna e il 32° genio, mentre a Pinerolo ci sono gli alpini del 3°. Tre reparti in armi della brigata Taurinense, la cui vocazione è di operare per la sicurezza nazionale e internazionale, addestrandosi in montagna all’insegna di tre parole chiave: verticalità, articità e internazionalità. Ed è dalle caserme Perotti e Dalla Chiesa di Fossano, sedi rispettivamente dell’artiglieria e del genio della Taurinense, che oggi è partito il prologo della tappa, con i corridori del 1° reggimento che dopo l’alzabandiera solenne hanno visitato i genieri del 32°, impegnati tutto l’anno nella bonifica del territorio dai residuati bellici (l’anno scorso 158 interventi che hanno portato a neutralizzare 520 ordigni in tutto il nordovest). A seguire la partenza vera e propria, dallo splendido Castello degli Acaja che domina Fossano, con il saluto del Sindaco e soprattutto quello di bimbi e studenti di due scuole che hanno applaudito i quattordici artiglieri-corridori della tappa ideata attraverso le valli verdissime intorno a Levaldigi, Villafalletto e Rossana.

A Venasca il passaggio di consegne tra il reggimento fossanese di artiglieria e quello di fanteria pinerolese (che fu peraltro costituito nel 1882 proprio a Fossano): domani i corridori del 3° affronteranno con la fiaccola della tradizione la tappa da Fenestrelle a Susa, passando per Pragelato, Sestriere, Bousson, Cesana, Oulx e Meana di Susa.

Una terza tappa che ha offerto qualche particolarità: tra i corridori del 1° da montagna – il reggimento di artiglieria della Taurinense comandato dal colonnello Angelo Tancredi e dotato di sistemi d’arma ed equipaggiamenti d’avanguardia - figuravano oggi ben tre arbitri di calcio (il maggiore Danilo Lo Prete e i graduati Roberto di Fonzo e Ciro Chiaro), uomini ben allenati alla corsa; mentre a Rossana – in Val Varaita - si è ricordata la figura del maggiore Enrico Ramella, tornato nel 1945 a casa dopo essere stato internato per due anni in Germania e Polonia durante l’ultima guerra. Il figlio Agostino, presente al monumento ai Caduti di Rossana, ha di recente curato la pubblicazione del diario di prigionia dell’ufficiale che fu tra i comandanti di spicco del 1° da montagna nel dopoguerra.

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