Covid, Fossano torna sotto i 200 casi

Prosegue la discesa dei contagi in Piemonte e in provincia di Cuneo

Mappa Covid

Prosegue la discesa dei contagi in Piemonte e in provincia di Cuneo. La fotografia scattata martedì 2 agosto registra un calo della media di nuovi casi settimanali rispetto a sette giorni fa. In Piemonte sono passati da 618 a 452 ogni 100 mila abitanti, seconda miglior regione dopo la Lombardia; in Granda da 477 a 382. I ricoverati con Covid nei reparti ordinari del Piemonte sono 101 in meno rispetto a martedì 26 luglio (da 640 a 539), i ricoverati nelle terapie intensive sono scesi da 14 a 11. In calo anche i decessi: 11 in una settimana contro i 22 registrati nella settimana precedente.

Numeri in discesa anche nella maggior parte dei Comuni. A Fossano gli attualmente positivi sono 183 (-22 rispetto a sette giorni fa). Scendono anche in tutte le città sorelle, salvo Bra, sostanzialmente stazionaria (da 169 a 170). Cuneo passa infatti a 546 (-35), Mondovì a 281 (-8), Alba a 216 (-56), Savigliano a 148 (-11), Saluzzo a 118 (-7). Nell'hinterland fossanese, Centallo conta 40 casi (-11), Genola 28 (+10), Bene Vagienna 27 (-4), Marene 26 (+2), Tarantasca 18 (-1), Villafalletto 16 (+1), Trinità 11 (-5), Cervere 11 (-1), Sant'Albano 10 (-2), Salmour 6 (+2), Vottignasco 1 (-2).

"Nelle prossime settimane, sulla base dell’analisi della curva epidemica del Portogallo che ha vissuto in anticipo l’ondata di Omicron 5, è attesa una fase di riduzione dei nuovi casi con un possibile rimbalzo a cavallo tra fine agosto e inizio settembre - sostiene il Lab 24 del Sole 24Ore -. Più in là, al momento, non è possibile spingersi, e le ipotesi di una nuova ondata autunnale sono basate soprattutto sull’inevitabile aumento dei soggetti suscettibili, legato alla sempre maggiore distanza temporale dall’ultima dose vaccinale, oppure dalla guarigione dopo l’infezione. Un fattore che, in particolare dopo 120 giorni, comporta un calo progressivo dell’efficacia della risposta immunitaria contro il rischio di contrarre l’infezione, anche sintomatica. Resta fortunatamente elevata la protezione contro il rischio di malattia grave e decesso, anche se i dati mostrano un inizio di perdita di efficacia rispetto ai livelli (oltre il 90%) evidenziati nei primi 4 mesi dopo la terza dose".