Respinto il ricorso della farmacista no vax di Fossano

Il giudice del lavoro ha ritenuto infondata la richiesta di risarcimento contro Asl e Comune

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L’emergenza Covid-19 giustificava l’obbligo di vaccinazione per i sanitari e - di conseguenza - la sospensione di chi vi si è sottratto. Lo ha stabilito il giudice del lavoro di Cuneo, respingendo il ricorso presentato presentato contro l’Asl Cn1 e il Comune di Fossano da una ex dipendente della Farmacia comunale 2 di via Marconi, a Fossano. La dottoressa era una delle tre nella stessa farmacia fossanese che avevano rifiutato dapprincipio di adempiere all’obbligo vaccinale ed era stata sospesa dal servizio.

La sentenza del giudice Daniela Rispoli è la prima in provincia riguardo alle sospensioni dei non vaccinati. Asl e amministrazione comunale, sostiene il tribunale, si limitarono ad adempiere a un obbligo di legge. Quanto alla costituzionalità dell’obbligo, il magistrato osserva che non compete al giudice del lavoro “sviluppare dibattiti sulla eventuale capziosità dei dati, sugli interessi ultimi potenzialmente sottesi a determinate decisioni, pur gravi, del legislatore, sulla condivisibilità, o meno, di scelte prettamente politiche”.

Prima di mettere in atto la sospensione l’azienda sanitaria seguì comunque tutte le procedure, compresa la valutazione sull’eventuale trasferimento della farmacista ad altra mansione che tuttavia fu giudicato inattuabile. La dipendente aveva rassegnato le dimissioni nel novembre 2021, lo stesso giorno in cui era entrato in vigore il provvedimento di sospensione. La vertenza è andata avanti ugualmente perché la ricorrente voleva che venisse sancita l’illegittimità della sospensione e chiedeva il riconoscimento di un risarcimento. Il giudice ha respinto entrambe le richieste.  Per l’avvocato Manuela Cravero, rappresentante del servizio legale interaziendale dell’Asl, si tratta di una sentenza rilevante sul tema dei sanitari no vax: “Abbiamo altri due ricorsi analoghi che riguardano dipendenti dell’Asl e questo è un precedente importante: è la prima sentenza sugli obblighi vaccinali in provincia di Cuneo”. A difendere le ragioni del Comune di Fossano, l’altro ente chiamato in causa, c’era l’avvocato Alberto Manfredi.

La ex dipendente della farmacia comunale oggi ha un altro lavoro in ambito sanitario e si è vaccinata con tre dosi tra gennaio e giugno di quest’anno. È stata condannata a rifondere le spese di giudizio, quantificate in circa 10mila euro. A difenderla c’era l’avvocato Maurizio Giordano, che annuncia: “Credo faremo appello quantomeno in conto spese, perché le spese fissate sono assolutamente sproporzionate”. Il legale afferma che non sperava in un esito diverso perché “questo ricorso era minato fin dalla base dal fatto che la dottoressa, per problemi di sostentamento, si era dimessa dopo aver ricevuto un’altra offerta di lavoro ed è stata comunque obbligata a vaccinarsi”. Quanto alle argomentazioni addotte dal giudice, la difesa osserva: “Il tribunale di Cuneo non è stato illuminato. Si continua a parlare di ‘motivazioni di salute’ e ad addurre argomenti non scientifici, quando si sa che i vaccini non prevengono né l’infezione né il contagio”.