Il tuo saluto, il nostro saluto

Balocco Alberto
Foto Costanza Bono

Caro Alberto, è bello poterti chiamare per nome. Dice la vicinanza con la persona, l’amicizia che era nata e che andava oltre la conoscenza per “questioni di lavoro”. Perché per te, oltre al lavoro, anzi prima del lavoro, c’era la persona. Bello chiamarti per nome, ma anche per cognome perché il tuo è insieme un marchio conosciuto in tutto il mondo e un pezzo di Fossano. È soprattutto una famiglia. Una bellissima famiglia e ne abbiamo avuto un’ulteriore prova in questi tragici giorni, fatti di silenzio irreale, sgomento, incredulità, anche rabbia, per qualcosa che è difficile, impossibile anche soltanto da comprendere, figurarci da accettare. Nel messaggio letto da Diletta c’è tutto il patrimonio di valori che hai saputo costruire e trasmettere. Una garanzia per quello che sarà da domani.
Caro Alberto, riaffiorano alla mente le tante chiacchierate, le interviste o le semplici battute (perché solo chi è persona seria, sa anche ridere e scherzare).
Sempre disponibile, non ti sei mai negato. Che fosse il bilancio sulla campagna natalizia o pasquale, una nuova linea di frollini, o un nuovo impianto. Nelle tue parole il coraggio di un imprenditore che osa, che si mette in gioco, ma che non gioca d’azzardo, usa prudenza. Un passo per volta. 
Viene in mente anche quella volta che decidesti di cambiare l’immagine sullo sfondo della campagna pubblicitaria perché ritraeva il paese del Signor Balocco con lo veduta di un paesino di fantasia, ma quello non era veramente Fossano e ai fossanesi non piaceva. E fu sostituito con il castello.
Il tuo era un attaccamento reale alla città e lo hai dimostrato in tanti modi, investendo sul territorio, vivendolo, contribuendo a farlo crescere, restituendo attraverso mille interventi in campo sociale, sportivo, culturale. Un amore che avevi ereditato da papà Aldo e da nonno Francesco Antonio, che hai trasmesso alla nuova generazione.
Non ci sono tanti imprenditori capaci di guardare lontano, al mondo, e contemporaneamente avere una visione nitida anche da “vicino”, sul locale.
In questi giorni sospesi tra incredulità e lacrime tante parole sono state dette e scritte. E anche i silenzi hanno parlato.
In tanti hanno ricordato il tuo saluto al mattino andando a lavorare a piedi, nel tragitto tra via Roma e via Santa Lucia. Salutavi tutti. Un sorriso sempre.
E viene in mente il giorno del funerale di papà Aldo quando sul sagrato della cattedrale, insieme a tua sorella e alla tua famiglia, ti sei fermato fino a quando hai salutato tutti, uno ad uno. 
Tutti noi, uno ad uno, ti salutiamo, con riconoscenza e un affetto che va anche alla tua famiglia. 
Grazie caro Alberto. 
Addio Alberto Balocco.