Farmacie comunali, utili sull’altalena

I dati del bilancio 2021: sale la 3, la 2 torna a preoccupare

Farmacia Municipale 3

La n. 3 (quella della Stazione) in crescita, la n. 2 (via Marconi) in calo, la n. 1 (viale Regina Elena) stabile. Sono i dati degli utili realizzati dalle farmacie comunali nel corso del 2021, presentati a fine luglio nel bilancio consuntivo dell’Azienda speciale e approvati, con l’astensione della minoranza di centro-sinistra, dal Consiglio comunale. In teoria dovrebbero servire per compensare il disavanzo prodotto dai servizi all’infanzia (Nido, Micronido, Sezione Primavera e Baby Club) forniti alle famiglie a prezzi politici. In pratica, da sempre, riescono a coprirne soltanto una parte. Il deficit restante viene definito “costo sociale” e addebitato sulle spalle del Comune, che paga a piè di lista.

Nel 2021, i costi sociali sono stati di 330 mila euro (+125 mila rispetto al 2020), con un aumento dovuto al ritorno alla piena attività dei servizi che nell’anno precedente erano stati sospesi per Covid. Le spese per Nido e affini non sono mai state messe in discussione, vuoi perché necessarie e non comprimibili, vuoi perché i servizi sono sempre stati giudicati all’altezza dei bisogni delle famiglie. Viceversa, le forze consiliari si sono spesso soffermate sui risultati delle farmacie avanzando suggerimenti o sollevando critiche, dubbi, perplessità. Il dibattito di fine luglio non ha fatto eccezione.

Partiamo dai numeri: la farmacia n.1 ha fatto registrare un utile ante imposte di 125 mila euro, la n.2 di 39.901, la n.3 di 65.810 che, al netto delle imposte (e dei costi generali dell’Azienda speciale, spalmati sulle tre farmacie), scende a 74 mila 648 euro per la n.1 (era di 73 mila del 2020), a 32.529 per la n.3 (era di 6 mila) e a -7.476 per la n.2 (era in positivo di 16 mila). Abituati ai buoni numeri della farmacia di viale Regina Elena, i consiglieri hanno concentrato l’attenzione sulle altre due. La farmacia della Stazione - l’ultima nata, nel 2016 - ha ricevuto gli elogi per l’incremento percentuale di ricavi e utili, il maggiore fra le “tre sorelle”. Il sindaco Dario Tallone ha evidenziato come si sia ormai trasformata “da farmacia di passaggio a farmacia di quartiere”, diventando punto di riferimento, come ha sottolineato il consigliere Enzo Brizio (100 lampadine), di una popolazione con età media elevata. Un plauso al personale per “la tenacia, la professionalità e la gentilezza” è stato espresso dalla consigliera Tiziana Airaldi (Fi), mentre Vincenzo Paglialonga (Pd) in Commissione Finanze - non era presente in Consiglio - ha definito il suo risultato una “piacevole sorpresa”.

Molto diverso il giudizio sulla n.2, il cui risultato per Paglialonga è da considerarsi “inaccettabile”, ancor più perché arrivato in un periodo, quello del Covid, economicamente favorevole alle farmacie, come ha ricordato Rosita Serra (Pd). “Già in passato - ha aggiunto la consigliera - quella era la farmacia con più problemi. Li avevamo spiegati con i lavori in via Marconi, poi con la risistemazione dei locali”. Ma permangono e pertanto “servirebbe un cambio di strategia che la presidenza di Asm dovrebbe valutare”. In effetti, anche il 2021 della farmacia n.2 è stato a dir poco tormentato, essendo stato caratterizzato dal caso delle farmaciste non vaccinate. Il tema è stato appena sfiorato in Consiglio, quando il sindaco ha evidenziato che, nonostante i provvedimenti di sospensione, la farmacia non è mai stata chiusa, grazie all’impegno del direttore di Asm (Tiziana Pelazza), allo spostamento di alcuni farmacisti e al lavoro svolto per l’assunzione provvisoria di personale, mentre in Commissione Finanze Vincenzo Paglialonga aveva sottolineato come “le scelte, pur legittime, di una parte del personale possono aver inciso sul risultato aziendale”. “L’allontanamento delle due farmaciste non ha sicuramente giovato agli incassi - ha chiosato in Consiglio il consigliere Brizio -. Ma credo che con il tempo ci si rifarà”. Quando accadrà, sarà senza le due farmaciste, che hanno nel frattempo lasciato l’incarico in Comune.

Il Consiglio ha esaminato, infine, i numeri del Parco cittadino, la terza tipologia di servizio in carico ad Asm, la cui manutenzione è costata 41 mila euro nel 2021, di cui circa 5 mila per la pulizia (sempre complicata) dei laghetti. Uno di questi - ha ricordato il sindaco - è già stato chiuso e verrà riempito con terra e panchine. L’altro verrà lasciato. Enzo Brizio ha suggerito di chiudere anche quello. “In un momento di siccità - ha detto -, meglio i fiori dell’acqua putrida”. Opposto l’avviso di Rosita Serra. “Spiacerebbe eliminare anche l’altro laghetto. È uno spazio per i bimbi, un valore aggiunto per il Parco”. Tallone caustico: “Parlate di sprechi d’acqua e poi difendete i laghetti”. La dialettica in Consiglio va così.