Al via i laboratori per l’insegnamento della religione

Sono in modalità online. Le iscrizioni scadono il 15 settembre

Un insegnante di religione cattolica (Irc) durante l'ora di religione in una scuola pubblica
(Foto SIR)

Prende il via il 27 settembre il Laboratorio permanente per l’insegnamento della religione cattolica nella scuola. A promuoverlo sono gli Uffici scuola delle diocesi della provincia di Cuneo, in collaborazione con l’Istituto superiore di Scienze religiose di Fossano (dipartimento di formazione per docenti Irc). Al termine sarà emesso un certificato di formazione che attesta le ore svolte. Gli incontri - che si svolgono tutti in modalità online - sono tre per ogni grado di scuola, in date diverse e sono coordinati da insegnanti diversi: gruppo infanzia (insegnante Surra), gruppo primaria (insegnanti Lenta, Rinaudo e Testa), gruppo secondaria di 1° grado - scuola Media (insegnante Daniele), gruppo secondaria di 2° grado - scuola Superiore (insegnanti Brizio e Simonini). Le iscrizioni (da fare attraverso un form online) scadono il 15 settembre. Per conoscere il calendario degli incontri e per iscriversi scrivere a mattia.davi@gmail.com

Card. Zuppi: c’è bisogno dell’Irc per capire il mondo e le nostre radici
Sul ruolo e sulla rilevanza dell’ora di religione ha parlato nei giorni scorsi il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei e arcivescovo di Bologna, in un’intervista a L’Osservatore Romano dal titolo “La Chiesa che conversa con gli uomini del suo tempo”. “L’ora di religione può essere molto importante per il futuro della Chiesa in Italia. C’è bisogno dell’insegnamento della religione per capire il mondo dove siamo, le nostre radici. Ci serve un’alleanza con i laici – anche atei – che ben comprendono l’importanza della conoscenza religiosa in un sistema culturale, come quello italiano, profondamente permeato dal fatto religioso. Farlo penso sia la migliore difesa dagli estremismi. Come si può capire veramente Manzoni, o Dante, o la storia dell’arte, o buona parte della filosofia, senza avere una formazione culturale (non catechetica) religiosa di base? - ha sottolineato il presidente della Cei -. In questo discorso aggiungerei un ulteriore argomento: a scuola si fanno due ore a settimana di educazione fisica, ma non c’è neanche un’ora di educazione spirituale. Una contraddizione della più elementare antropologia. Sarebbe bello se i giovani potessero imparare a conoscere se stessi come soggetti spirituali”.