Medaglia europea per Simona Baravalle

È salita sul terzo gradino del podio ai Master a Roma nei 100 farfalla nella fascia di età 40-44 anni

Baravalle Simona

Una medaglia che è il coronamento di un grande lavoro, dopo mesi difficili. Si è conclusa con un bronzo l’esperienza di Simona Baravalle ai Campionati Europei Master, disputati a Roma tra fine agosto e inizio settembre. La nuotatrice fossanese ha centrato il podio nei 100 metri farfalla, vinti dall’inglese Elizabeth Bellinger (seconda l’italiana Mara Grelloni) nella fascia di età 40-44 anni, ottenendo anche due piazzamenti di prestigio: il quarto posto nei 400 misti, vinti dalla sua compagna di squadra del Nuoto Club Firenze Lucia Bussotti, e un quinto nei 200 rana, che sono stati appannaggio di Nicole Heidemann.

Partiamo dalla medaglia di bronzo: che effetto le fa?
È certamente una grande emozione. Se penso ai mesi difficili che ho attraversato, per via di alcuni problemi fisici e di un’operazione che mi hanno tenuta lontana dalla piscina per un po’, non posso che essere soddisfatta. E poi è la mia prima medaglia continentale, quindi vale doppio.
Nel complesso, è soddisfatta delle sue prove?
Se dovessi tracciare un bilancio complessivo, direi non del tutto. Forse avrei potuto fare di più o, almeno, avrei sperato di migliorare ancora i tempi degli scorsi anni. Sono stata costante, ma non troppo in crescita. Credo che abbiano inciso l’emozione e anche il ritorno dalle vacanze: nei giorni precedenti agli Europei, avevo iniziato ad avere meno feeling con l’acqua, cosa che ha inciso negativamente.
Resta, comunque, un podio europeo a 42 anni…
Senza dubbio, infatti non mi lamento (ride, nda). A queste competizioni prendono parte ex nuotatrici professioniste e, in alcune specialità, anche ex olimpioniche. Sapere di essermela giocata con loro, chiudendo tra le prime in una manifestazione che raccoglie 6.700 atleti, qualificati dopo aver ottenuto un tempo minimo, mi riempie d’orgoglio e credo sia anche un premio per il tanto lavoro svolto quotidianamente in vasca.
A chi dedica questo traguardo?
Ai miei cari, in primis, e ai miei sponsor e sostenitori, perché senza di loro sarebbe stata impossibile quest’avventura: Openjobmetis Spa, Ballario Trasporti, Leone dal 1947 e la piscina di Fossano, molto disponibile anche nel concedermi degli orari extra. In ultimo, ma non per importanza, il Nuoto Club Firenze, che continua a credere in me.
A proposito: qual è il suo rapporto con la piscina?
Per me la piscina è casa. Ci nuoto da quando sono bambina. Un tempo pensavo anche potesse diventare la mia vita, poi alcune situazioni mi hanno portato ad abbandonarla e a ritrovarla un po’ per caso verso la fine dell’università. Da quel giorno, non ho mai smesso e anche oggi è parte importante delle mie giornate.
E ora, cosa dobbiamo aspettarci?
Credo che rifiaterò un po’, ma non escludo di provare a testarmi di nuovo nelle gare lunghe, in mare aperto. Le avevo lasciate da parte ultimamente, ma la voglia c’è. L’obiettivo prioritario sono i Mondiali Master, in programma la prossima estate in Giappone: una medaglia iridata sarebbe un sogno.
Un’ultima domanda: la genolese Sara Curtis sta facendo parlare molto di sé, ultimamente, con i suoi risultati. Quale consiglio si sente di darle per il futuro?
Di crederci sempre e di ricordarsi che il nuoto è soprattutto uno sport di testa. Serve il giusto spirito, in tutti i campi: in acqua, per riuscire a reggere la pressione dei tempi da raggiungere e la monotonia delle nuotate nella stessa piscina, e fuori, dove è importante circondarsi delle persone giuste. Le auguro tutto il meglio, perché se lo merita.
Servizio a cura di c.c.