Senza gestore unico sfumano 41 milioni di fondi Pnrr sulla rete idrica

Il progetto della Granda non è stato finanziato per mancanza dei requisiti di ammissibilità. Ci si riproverà a ottobre

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Valeva 41 milioni di euro il progetto dell’Ato 4 Cuneese (l’Autorità dell’acqua) candidato ai fondi del Pnrr per la riduzione delle perdite nelle reti degli acquedotti. Ma non è stato finanziato “per mancanza dei requisiti di ammissibilità”. Il motivo? La presenza tra i richiedenti di uno dei gestori del servizio idrico (Mondo acque) la cui concessione è scaduta a fine 2021. Anche se quello dell’Ato Cuneese non è stato l’unico progetto scartato (al finanziamento ne sono stati ammessi soltanto una sessantina e finanziati 21 su 180 presentati), il caso ha fatto scalpore, proprio per le ragioni della bocciatura.

Da anni, infatti, si discute della creazione di una Società pubblica, unica a livello provinciale, come deciso a larga maggioranza dall’Assemblea dei sindaci della Granda per adempiere agli obblighi di una legge nazionale che mira a superare l’attuale frammentazione gestionale. Quella Società è nata, si chiama Cogesi, ma per il momento ha riunito solo parte del territorio (quella che già era sotto il controllo pubblico), mentre le altre aree sotto gestione pubblico-privata (tra cui il Fossanese, con Alpi acque, l’Albese, il Braidese, il Monregalese e parte di Langa e Roero), ne sono tuttora fuori, in attesa che si definisca il valore residuo da corrispondere ai soci privati da liquidare: un passaggio si sta protraendo oltre le aspettative anche in forza dello stillicidio di ricorsi presentati da alcuni gestori uscenti e da alcuni Comuni della provincia davanti al Tribunale superiore delle acque pubbliche, peraltro fino ad oggi tutti respinti, compreso l’ultimo, lo scorso 10 giugno.

Articolo completo su "la Fedeltà" di mercoledì 14 settembre