Nonostante tutto

Una tornata elettorale particolare quanto cruciale che arriva dopo un lungo periodo difficile per il Paese (e non solo) alle prese con una pandemia e le sue ricadute ancora in parte da interpretare e da ammortizzare. E mentre stiamo a fatica cercando di rimetterci in piedi, si è nel pieno di una nuova crisi, con una guerra dietro l’angolo che da un momento all’altro può deflagrare in modo ancor più catastrofico, mentre già gli effetti sotto il profilo economico invadono il mondo intero, noi compresi. Un momento cruciale, dunque, in cui davvero si possono decidere le sorti del futuro. Chi andrà a governare dopo il 25 settembre avrà di fronte uno scenario sicuramente difficile, con una “ricostruzione” da portare avanti, i fondi europei da gestire al meglio, e nuove e mutate priorità, dal caro bolletta alle difficoltà di approvvigionamento, alle speculazioni e a tutto quel che già oggi sta succedendo e che non finirà certo dopo le elezioni. Un quadro non esaltante e un misto di rabbia e stanchezza sul fronte degli elettori, che secondo i sondaggi, ancor più che in passato, sono indecisi sul recarsi o meno alle urne. La breve campagna elettorale, fatta più di spot e denigrazione dell’avversario anziché di seria e pacata argomentazione sulle proposte, certamente non aiuta né tantomeno invoglia ad esercitare il proprio diritto/dovere. Ma ancora una volta, anzi ora più che mai, non ci si può disinteressare. Non si può rinunciare a partecipare alla vita della democrazia. Questo vale per tutti, ma soprattutto per i giovani che si trovano a vivere oggi un mondo ereditato dagli adulti e che rinunciando a votare rischiano auto-condannarsi ad un futuro scelto da altri. Votare, nonostante tutto, è l’unico modo per evitare uno scollamento tra chi decide e il Paese sul quale quelle decisioni ricadono.