“Maigret” – “Per niente al mondo”

Maigret

MAIGRET
di Patrice Leconte; con Gérard Depardieu, Jade Labeste, Mélanie Bernier, Aurore Clément, André Wilms, Francia, 2022.

Portato in scena innumerevoli volte al cinema e alla tv in tutto il mondo, interpretato negli anni da Harry Bauer, Bruno Cremer, Jean Gabin, Gino Cervi, Sergio Castellito, Michael Gambon, Rowan Atkinson …, Maigret è un’icona per certi versi immortale della letteratura e del cinema; tuttavia pur in un profluvio di versioni e interpretazioni, era dal 1958, dall’addio di Jean Gabin al personaggio che un regista francese non portava il personaggio Maigret al cinema. Ci ha pensato Patrice Leconte che in passato aveva già adattato Simenon con “L’insolito caso di Mr. Hire” (1989), e che ora traspone in scena il quarantacinquesimo dei settantacinque romanzi che Simenon ha dedicato al commissario con “Maigret e la giovane morta” del 1954. Magistralmente interpretato da Gérard Depardieu che per stazza, movenze e sensibilità ci regala uno dei migliori Maigret di sempre, il film è diretto da Leconte con la garbata acutezza e la cura dei dettagli che da sempre contraddistingue il suo cinema. Il suo Maigret è un commissario vicino alla pensione, apparentemente stanco ma in realtà mai domo, e sarà proprio la natura singolare dell’intricata indagine che è chiamato a risolvere a risvegliare in lui tutto il suo carisma. 
Il mistero ha a che fare con la morte di una giovane ragazza ritrovata a Parigi in Place Vintimille con indosso un abito da sera e niente più. Non c’è nulla che la identifichi e nessuno sembra conoscerla o ricordarla. Ma durante le indagini Maigret incontrerà un’altra ragazza che in qualche modo assomiglia alla vittima, e sarà proprio con il suo aiuto (inizialmente involontario) che un Maigret più interessato a capire chi fosse la vittima piuttosto che scoprire il colpevole, risolverà il mistero. 
Film di indagine e introspezione più che d’azione, il Maigret di Leconte non ha fretta di scoprire la verità, va a caccia di indizi e prove con la calma riflessiva di chi sa ascoltare e ragionare. La Parigi Anni ’50 è splendidamente ricostruita e rappresenta il tocco in più per questo delizioso giallo classico. 

Per Niente Al Mondo
PER NIENTE AL MONDO
di Ciro D’Emilio; con Guido Caprino, Boris Isakovic, Irene Casagrande, Antonio Zavatteri, Diego Ribon, Italia, 2022.

Bernardo Bordin è uno chef di grande esperienza e pari ambizione, in procinto di ottenere per il suo bel ristorante la prima stella Michelin. Il suo amore per la cucina è pari alla passione per il rally che coltiva insieme all’amico Sergio. Bello, affermato, circondato da amici ricchi e ambiziosi quanto lui, Bernardo vive con il vento in poppa, fino a quando la sua vita viene travolta da un tragico evento. 
Bernardo infatti viene arrestato con l’accusa di far parte di una banda di rapinatori, anzi di essere il basista di una serie di colpi nelle case della zona, compresa quella del suo amico Stefano. Per Bernardo è l’inizio di un incubo, finisce in galera, perde gli amici, il lavoro, il ristorante. Dopo un anno di galera riottiene la libertà, si trattava di un errore giudiziario, ma niente sarà più come prima. La vergogna della condanna e, soprattutto, l’ossessione di riprendersi ciò di cui è stato privato imprimeranno una svolta decisiva alla sua vita. 
Cosa siamo disposti a fare per riottenere ciò che ci hanno ingiustamente strappato? 
Scritto da Ciro D’Emilio insieme a Cosimo Calamini con il quale aveva già sceneggiato il precedente “Un giorno all’improvviso”, “Per niente al mondo” è un avvincente film d’azione che non rinuncia ad una sua visione autoriale per costruire un film in grado di affrontare temi importanti come la malagiustizia. D’Emilio dà il meglio di sé nella direzione degli interpreti - su tutti Guido Caprino/ Bernardo Bordin e Boris Isakovic/Elia - e nella ricostruzione dell’ambiente - il ricco e cinico nord est italiano -w mentre il tallone d’Achille è rappresentato da una sceneggiatura non sempre lineare che con troppi flash back e flash forward finisce per disorientare lo spettatore mortificando un soggetto decisamente interessante.