Numeri (e record) dell’estate 2022

Grande caldo e siccità; il Cuneese ha sofferto per la carenza d'acqua meno di altre province

Siccità Foto Costanza Bono01

Che l’estate del 2022 sia stata torrida, lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle. I numeri raccolti dall’Arpa del Piemonte ci aiutano, però, a capire meglio quanto il caldo dei mesi scorsi sia stato anomalo rispetto agli anni precedenti. Sempre dalle analisi effettuate dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale, apprendiamo anche una piccola buona notizia per la Granda, che ha sofferto meno delle altre province piemontesi per la scarsità d’acqua.
Ma andiamo con ordine.

Il caldo
Dal punto di vista meteorologico, sottolineano dall’Arpa piemontese, “l’estate 2022 è stata caratterizzata da una prolungata stabilità anticiclonica africana, iniziata già a metà maggio ed interrotta a fine luglio e ad agosto dal passaggio di saccature atlantiche, che hanno causato temporali e un graduale abbassamento delle temperature”. Nella nostra regione, la temperatura media è stata di 20,6 gradi: quella dell’anno in corso è stata pertanto “la seconda estate più calda dopo il 2003, con un’anomalia termica positiva di circa 2,2 gradi rispetto alla norma 1991-2020”. In particolare, giugno e luglio si collocano entrambi al secondo posto fra i mesi più caldi degli ultimi 65 anni, mentre agosto è al quinto posto.
“La caratteristica di questa estate - continuano dall’Arpa piemontese - è stata la continua anomalia positiva con valori superiori al 95° percentile fino alla prima decade di agosto: i valori di temperatura sono stati al di sopra della media per quasi tutta l’estate con interruzioni a fine luglio, nella prima decade di agosto e nei giorni intorno a Ferragosto”. A fronte di ciò, non sono stati superati i 40 gradi come nell’estate del 2003 e anche i record termici registrati dalle centraline meteorologiche dell’Arpa piemontese sono stati pochi.
Altra caratteristica dell’estate da poco conclusa sono state “le notti tropicali, ovvero con temperature minime superiori ai 20 gradi, risultate notevolmente al di sopra delle medie”. Anche i giorni tropicali, con le massime al di sopra dei 30 gradi, “sono stati sensibilmente superiori alla media in tutti i capoluoghi di provincia”.
Fra i picchi di temperatura, ci sono anche i 34,2 gradi registrati il 25 luglio a Cuneo.

La siccità
La siccità è stato un tema che ha dominato il dibattito durante l’estate, anche per quanto riguarda la costruzione - spesso annunciata, quasi mai concretizzata - di nuovi invasi.
I numeri di Arpa confermano come “ad un inizio d’estate leggermente sotto la media in Piemonte per quanto riguarda le precipitazioni (-20%), ha fatto seguito un mese di luglio decisamente secco su gran parte del territorio regionale (-45%), salvo qualche area del basso Cuneese, dove le piogge sono risultate nella norma rispetto alla climatologia 1991-2020”; la stagione si è poi chiusa “con un mese di agosto particolarmente instabile”, e “i frequenti temporali hanno fatto in modo che la pioggia media del mese sia risultata lievemente al di sopra della media (+5%), soprattutto nei bacini occidentali di Cuneese e Torinese”. In sintesi, nell’estate del 2022 sono caduti in Piemonte circa 195 millimetri medi di pioggia, a fronte di una norma climatica stagionale di 239: il deficit è dunque “pari a circa il 18% rispetto al valore medio degli ultimi 30 anni”.
Confermato come l’estate del 2022 sia stata “una delle 15 più secche degli ultimi 65 anni”. “Le anomalie negative di pioggia in questa stagione - osservano dall’Arpa regionale - non sono state uniformi sul Piemonte, ma il deficit più pronunciato si è osservato nella parte centro-settentrionale della regione, mentre nel Cuneese gli apporti temporaleschi del mese d’agosto hanno ridotto il gap con le medie climatiche”. Sempre in Granda, grazie alle piogge di agosto, i bacini montani “presentano una situazione meno severa dal punto di vista della siccità meteorologica”, mentre in gran parte della regione “la situazione sul medio e, soprattutto, sul lungo periodo, continua a mostrare condizioni diffuse di siccità tra severa ed estrema nella sua quasi totalità”.
Continuano a soffrire anche i corsi d’acqua: all’inizio di settembre, si osservavano “importanti scostamenti negativi, rispetto alla media storica di riferimento, soprattutto nei bacini meridionali dove Tanaro e Stura di Demonte registrano scarti superiori al 70%”. Migliorata, un poco, la situazione del Po.
Infine, per i bacini artificiali la capacità di invaso, alla data del 31 agosto scorso, “risultava pari a 114 milioni di metri cubi, corrispondente al 29%, mentre, sempre all’inizio di settembre, “l’analisi dei valori dei piezometri ha mostrato come nei rispettivi acquiferi superficiali si registrino abbassamenti della falda rispetto alla media storica di riferimento”.