Crollo del viadotto, non ci sarà un altro cambio di giudice

Respinta la richiesta di astensione dell’attuale titolare. L’istruttoria partirà il 25 ottobre

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Foto di repertorio

Cinque anni e mezzo dopo il crollo del viadotto di Fossano, sta finalmente per concludersi la travagliatissima vicenda preprocessuale che ha portato a giudizio quattordici persone.

Prima ancora dell’apertura dell’istruttoria, il fascicolo ha visto avvicendarsi due giudici. Il trasferimento ad altra sede della prima titolare, Alice Di Maio, aveva determinato un passaggio di consegne con la collega Emanuela Dufour. Quest’ultima però aveva chiesto al tribunale di astenersi: in veste di gup, infatti, si era già pronunciata su un’archiviazione relativa a uno dei tre fascicoli di inchiesta avviati dalla Procura. Per legge, il giudice che svolga atti preliminari durante un’indagine deve essere diverso da quello del dibattimento.Il tribunale, in ogni caso,non ha ravvisato elementi di incompatibilità in questo caso.

La “patata bollente” resta così nelle mani dello stesso magistrato, evitando l’intoppo che avrebbe determinato un’ulteriore ricalendarizzazione. Le indagini preliminari sul crollo, condotte dal sostituto procuratore Pier Attilio Stea, hanno portato al rinvio a giudizio di quattordici imputati. Due di loro, un geometra e un ingegnere dell’Anas, hanno optato per il rito abbreviato: il gip Sabrina Nocente li ha assolti nel maggio scorso per mancanza di elementi probatori. Affronteranno invece il dibattimento i rimanenti dodici, dei quali sei sono tecnici e operai delle imprese che eseguirono i lavori e gli altri sei funzionari Anas.

La pubblica accusa ritiene che all’origine del disastro, avvenuto il 18 aprile 2017 sulla Statale 231, ci sia in particolare la cattiva esecuzione dei lavori sulle guaine dei cavi di precompressione. In esse sarebbe stato iniettato, per trascuratezza, un quantitativo di boiacca inferiore a quello necessario. In seguito a questi errori - e all’omesso controllo dell’Anas - si sarebbe verificato un indebolimento strutturale nelle parti dei cavi rimaste scoperte, con un progressivo logoramento che avrebbe portato infine al crollo.

L’apertura dell’istruttoria, con l’audizione dei primi testimoni, è fissata per il prossimo 25 ottobre.