Dal Giappone a Bene Vagienna

Sono intervenuti studiosi di tutto il mondo al convegno dedicato al filosofo Giovanni Botero

Si dice che un classico è un libro “che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”. E l’effetto di questa eterna attualità è ancora più evidente quando il classico, o anzi i classici trovano degli interpreti capaci di permettere ai contemporanei di capire meglio la “lezione” contenuta nelle loro pagine. È il caso della “Boteriana III”, l’evento che l’associazione culturale “Amici di Bene” ha dedicato al figlio più illustre di Bene Vagienna, il filosofo Giovanni Botero, vissuto tra Cinquecento e Seicento e considerato un campione della Controriforma. Nel pomeriggio dell'11 novembre scorso e e nella mattinata del 12, a casa Ravera numerosi accademici - d’Italia e di molti Paesi del mondo - hanno raggiunto il tavolo dei relatori per parlare dell’autore de “La ragion di Stato”, trattando vari aspetti del suo pensiero e approfondendo i legami con scrittori dell’antichità greco-romana e a lui coevi.
Come suggerisce il nome dell’evento, si tratta della terza iniziativa tutta dedicata a Botero, dalla morte del quale, nel 2017, si sono celebrati i quattro secoli. In questo 2022 si contano trent’anni dalla pubblicazione del volume “Giovanni Botero e la «ragion di Stato»”, il cui autore, Enzo Baldini dell’Università di Torino, è a sua volta intervenuto a casa Ravera. Delle precedenti “Boteriane” sono stati pubblicati gli atti: si farà altrettanto per la “due giorni” che si è svolta la scorsa settimana.
Fra i relatori, c’era Morihisa Ishiguro dell’Università di Kanazawa in Giappone.

Perché ha scelto di dedicarsi a Botero?
All’inizio ho studiato Machiavelli; poi, piano piano, comincia ad interessarmi l’influenza di Machiavelli sulla generazione a lui successiva. Botero è il più importante pensatore di questa generazione, che da una parte si è opposto a Machiavelli e dall’altra ha ereditato il suo pensiero. Botero ha una prospettiva più larga a proposito del pensiero politico: lui ha trattato non solamente l’Europa, ma anche l’Asia e il Sud America. Io sono asiatico: mi interessa molto sapere come gli europei del Cinquecento hanno pensato il sistema politico dell’Asia. Su questo Botero ha scritto molto, non tanto sul Giappone quanto sulla Cina; il suo discorso è molto interessante.

Pensa che sia ancora attuale, almeno in parte, quello che ha detto Botero?
Sì. Machiavelli è troppo aggressivo. Botero pensa sulla base di un sistema internazionale, in cui sono inseriti tutti gli Stati italiani: anche se ogni Stato voleva espandere la sua potenza, c’era sempre qualche limite. Il punto di vista di Botero è più efficace rispetto al pensiero di Machiavelli, che non conosceva le relazioni internazionali.

Era già stato a Bene Vagienna?
È la mia prima esperienza a Bene Vagienna. Ero già stato tre volte in Piemonte. Avevo pensato di venire qui per dare un’occhiata alla città natale di Botero: grazie all’invito degli “Amici di Bene”, finalmente ho realizzato il mio lungo sogno. È una città che mi piace tanto: è molto carina.

Quale tema ha affrontato nel convegno?
Ho voluto mettere a confronto il pensiero di Botero con quello di Machiavelli, analizzare come Botero è riuscito a plasmare la sua “ragion di Stato” e l’etica.