Addio a Riccardo Bonavita, una vita appassionata tra lavoro, montagna, volontariato e arte

Raccontare Riccardo Bonavita non è semplice. Non lo è perché aveva così tante passioni, ottimismo ed energie che anche ora, a oltre 90 anni, aveva continui progetti in cantiere. E alla mattina cantava ringraziando il Signore per esserci ancora e per esserci con la sua amata Lena, sposata 68 anni fa, e la sua splendida famiglia. Classe 1928, Bonavita è morto all'ospedale di Cuneo, dove era da poco ricoverato nel reparto della semintensiva della medicina d'urgenza.

Era stato insieme a Bertolino fondatore e contitolare della tipografia Tec, "fare il tipografo era sempre stato il suo sogno, aveva iniziato da giovanissimo e subito aveva capito che quella sarebbe stata la sua strada" - racconta la figlia Laura. Poi segretario-amministratore della Clinica Avagnina, altra esperienza che "gli ha regalato grandi soddisfazioni, circondato da persone con cui è riuscito a costruire un legame speciale", Bonavita ha esercitato la sua missione di volontario soprattutto all’Avis e al Monsignor Signori. Proprio nel 2019 dall’Avis ha ricevuto la Croce al merito internazionale della Fiods, la Federazione mondiale dei donatori di sangue. È stato donatore fino al 1988 (raggiungendo la medaglia d’oro), segretario “storico” dal 1972 al 2001, componente del direttivo provinciale e regionale e attualmente era presidente onorario della sezione fossanese. Nel 1976 fu promotore con i compagni di Sezione dell’iniziativa di soccorso in Friuli, dopo il terremoto, con tre roulotte che si diressero a Osoppo, città che ha dedicato una strada all’Avis Fossano.
In parallelo, sfruttando le competenze amministrative acquisite nel suo lavoro, ha operato come volontario al Monsignor Signori donando la sua fraterna collaborazione alle suore e sostegno ai suoi “ragazzi”, ospiti dell’Istituto.

In gioventù aveva fatto parte della resistenza come staffetta partigiana: "Della Resistenza sei stato un lucido e ponderato testimone fino alla fine - ricorda Andrea Silvestro, vice presidente Anpi Fossano -. Dotato di una memoria infallibile, capace di riconoscere con esattezza volti a tutti sconosciuti, immortalati su sbiadite fotografie di 80 anni fa. E di ricostituirne la storia di vita con una dovizia di particolari sorprendente".

Bonavita era appassionato di arte e di modellato che aveva imparato seguendo per moltissimi anni i corsi all'Unitre, collezionava francobolli, divorava libri, amava moltissimo la montagna che frequentava anche come socio Cai e sopra ogni cosa amava la sua famiglia. "Inguaribile ottimista, amante del Natale e delle piccole cose - racconta la figlia -. Si è goduto tutto, lo ha fatto grazie al carattere straordinario che aveva e alla sua capacità di stare bene con le persone, che fanno sempre la differenza e di trovare il bello nelle cose e negli eventi".

Oltre alla moglie Lena Mina lascia Laura con Michele, Stefano con Noemi e le grandi gioie Margherita e Matteo, Alice con Marco, parenti tutti.

I funerali saranno celebrati domani, mercoledì 23 novembre, alle 15 in Cattedrale dove oggi (martedì) alle 19 sarà recitato il rosario.