Indennità dipendenti comunali, assolto in appello il Comune di Sant’Albano

Rigettato il diritto di contrattazione retroattivo; a carico del sindacato le spese legali

Sant'Albano municipio

Si è concluso con l’assoluzione del Comune di Sant’Albano il ricorso in appello presentato dalla Cgil sulle indennità di alcuni dipendenti comunali. In primo grado il Tribunale aveva riconosciuto l’azione antisindacale del Comune, ma aveva rigettato il diritto di contrattazione (richiesto dal sindacato) per gli anni 2019 e 2020 in quanto la contrattazione non può essere retroattiva. Con l’ultima sentenza il Tribunale ha respinto il reclamo dando ragione al Comune in quanto “non esiste alcun comportamento illegittimo” in merito alla contrattazione e condannando le organizzazioni sindacali al pagamento delle spese legali.

“Sono soddisfatto che il Tribunale di Cuneo, anche in sede di reclamo, abbia condiviso la posizione assunta dalla difesa del nostro Comune - dice il sindaco Giorgio Bozzano - scongiurando il rischio di mettere in difficoltà la macchina amministrativa. Inoltre questa sentenza consente di mettere a tacere anche le voci di tutti coloro che tramite i social hanno screditato il nostro operato”.
La sentenza del giudice lascia l’amaro in bocca al sindacato: “Per ora non rilasciamo dichiarazioni - dice il segretario provinciale Gaspare Palermo -. Pur nel rispetto di ogni sentenza vogliamo approfondire con la Cgil nazionale”. “Ho citato molta giurisprudenza della Corte di Cassazione - spiega l’avvocato Barbara Giolitti che rappresenta il sindacato - in quanto ci sono pronunce di altri giudici che hanno riconosciuto la legittimità della contrattazione retroattiva, anche perché non riconoscerla potrebbe indurre un Ente, che non ha intenzione di contrattare il salario accessorio, a procrastinare nel tempo le convocazioni, per poi omettere del tutto la «sessione contrattuale» sulla base del dato temporale. Purtroppo non è stato considerato”.