“La signora Harris va a Parigi“ – “Tori e Lokita”

La Signora Harris Va A Parigi

LA SIGNORA HARRIS VA A PARIGI
di Anthony Fabian; con Lesley Manville, Isabelle Huppert, Alba Baptista, Jason Isaacs, Lucas Bravo, Anna Chancellor, Rose Williams, Lambert Wilson, Roxane Duran, Christian McKay, Ellen Thomas.

Gran Bretagna, Ungheria, 2022.
Avere bei sogni non soltanto è lecito, ma fa assai bene, a noi e a chi ci sta vicino. Questo sembra volerci dire Anthony Fabian con il suo “La signora Harris va a Parigi”. 
Commedia brillante dai toni fiabeschi, il film ha come protagonista la matura signora Harris (una Lesley Manville ottimamente in ruolo), donna delle pulizie nonché sarta e rammendatrice che vive modestamente, aspettando a tredici anni dalla fine della Seconda guerra mondiale che il marito torni a casa, ed accettando con buona disposizione d’animo ciò che la vita le offre, la sincera amicizia dell’amica e collega Violet, la corte discreta di Archie, le rare serate di svago alla “Royal Legion Room”. Ma poi, una lettera le comunica ufficialmente la morte dell’amato marito e Ada si trova catapultata in una nuova condizione, non più di attesa ma, finalmente, di progetto. E sarà con un vestito, un magnifico vestito di Christian Dior visto e ammirato nella casa di una delle sue tante, e scortesi, datrici di lavoro, che Ada avrà la sua illuminazione. La donna deciderà infatti di fare per una volta nella vita qualcosa per sé, di regalarsi un sogno e di partire alla volta di Parigi per acquistare alla Maison Dior un vestito da favola. Là, nella “ville lumiere”, Ada vivrà giorni di riscatto e cambiamento, incontrerà nuove amiche (come la splendida modella Natasha/Alba Baptista) ed avrà aspri confronti (con la direttrice Claudine Colbert magnificamente interpretata da Isabelle Huppert), ritrovando una nuova dimensione esistenziale e scrollandosi per sempre dalle spalle lo sgradevole abito di “donna invisibile”. 

Tori E Lokita
TORI E LOKITA
di Luc e Jean-Pierre Dardenne; con Mbundu Joely, Pablo Schils, Alban Ukaj, Tijmen Govaerts, Nadège Ouedraogo, Francia, 2022.

Tori ha dieci anni, Lokita diciotto o poco più. Non sono fratelli, ma potrebbero esserlo. Tori è del Benin, Lokita del Camerun. Si sono conosciuti durante la traversata che dall’Africa li ha condotti in Europa, e non si sono più lasciati. Ora che sono in Belgio Lokita e Tori vorrebbero vivere insieme, ma per la legge non sono fratello e sorella. Per la vita però, sì. Lokita ha bisogno di ottenere il permesso di soggiorno, in questo modo potrebbe trovare un lavoro regolare, affittare una casa, magari anche studiare e prendersi cura di Tori.  Ma non riuscendo a dimostrare che lei e Tori siano imparentati (e quindi poter legalmente vivere insieme) la situazione resta complessa, e la burocrazia certo non aiuta. E poi ci sono i contrabbandieri che hanno organizzato il viaggio dall’Africa all’Europa che continuano a chiedere soldi, e per restare a galla c’è soltanto Betim con il ristorante e i suoi sporchi traffici. Costretti all’illegalità, Tori e Lokita cercano di sopravvivere ad una condizione di estrema difficoltà in tutti i modi, e lo fanno con lucida consapevolezza, senza ingenuità, affrontando le durezze del mondo a viso aperto, con il coraggio e la forza di chi ama la vita. 
Con “Tori e Lokita” i pluripremiati Luc e Jean-Pierre Dardenne confermano ancora una volta la potenza della loro visione, regalandoci una storia di grande intensità e pathos in grado di toccare il cuore dello spettatore per ciò che raccontano e per come lo raccontano, grazie anche all’incredibile bravura dei due giovani interpreti Tori/Pablo Schils e Lokita/Mbundu Joely perfettamente calati nei ruoli.