Alessandro, rinato due volte

L'incidente stradale, la rinuncia al sogno da chef: ora il giovane lavora a Unifarma distribuzione

Il terribile incidente stradale del 2017, quando frequentava la quinta superiore; la lotta per trattenere la vita con sé e, in seguito, il percorso di riabilitazione; infine la rinuncia al mestiere di chef che amava, ma in alternativa un impiego all’Unifarma distribuzione a cui si dedica con non meno entusiasmo. Alessandro Filippi di Trinità, ex studente dell’Istituto alberghiero di Mondovì dove si è diplomato, a soli 23 anni può dire di aver vissuto una vita intensissima. Il suo approdo nell’azienda fossanese avviene grazie al progetto “Autonomia e disabilità” della Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, più precisamente nell’ambito “Disability manager” di cui è capofila la Confindustria sempre della Granda.

“Disability manager” punta a “far crescere una cultura inclusiva all’interno delle imprese, promuovendo un innovativo inserimento socio-lavorativo delle persone con disabilità, con particolare attenzione ai bisogni delle persone, alle necessità aziendali e alla pianificazione delle attività con i soggetti coinvolti”. Proprio per i danni riportati nell’incidente, Alessandro può partecipare al progetto: all’occasione che gli viene offerta, il giovane risponde con straordinario impegno. La sensibilità dei vertici e dei colleghi di Unifarma distribuzione fa il resto.

Lo scorso 25 novembre, l’azienda fossanese ha aperto le porte a “la Fedeltà” proprio per permetterci di incontrare Alessandro. Che se un tempo era pronto a cucinare piatti squisiti, con non meno passione oggi lavora - assunto dopo uno stage - in un’azienda che fornisce farmaci, parafarmaci, prodotti omeopatici, cosmetici ed alimentari a 2.700 clienti.

“Facevo lo chef, ma non posso più farlo - racconta Alessandro -. I medici lo avevano già detto ai miei genitori, io non ci volevo credere e ho continuato a provare; ma mi prendevo delle «bacchettate interiori», perché mi accorgevo di non riuscire ad essere veloce come un tempo. Qui all’Unifarma sono molto contento: è una bellissima azienda. Ho imparato molto velocemente il mio compito: arriva la merce e io la «carico» tramite un pc, secondo la bolla e in contatto con l’Ufficio commerciale. Mi hanno fatto vedere anche come funzionano i compattatori per carta e plastica: così svuoto i bidoni. È un lavoro che si concilia con i miei tempi: i miei colleghi, a cui sono molto affezionato, dicono che sono veloce”.

Affetto e stima sono reciproci. Commenta Pierangelo Fissore, a capo dell’ufficio Marketing e comunicazione: “La passione che Alessandro dimostra lo ha aiutato sicuramente a superare i piccoli problemi che restano per l’incidente. Quello che, da subito, ci ha colpiti di lui è la voglia di mettersi sempre in discussione. C’è stato un costante miglioramento delle sue capacità fisiche, mentali e di interazione. Siamo felici che abbia trovato dei colleghi che hanno saputo creare il giusto clima”.

Alessandro ci parla dell’incidente stradale, avvenuto quando era da poco 18enne: “Ero in auto con un mio carissimo amico, e il legame con lui non si è mai interrotto: lui aveva già la patente, altrimenti potevo essere io a guidare. Ringrazio i due dottori che, casualmente, viaggiavano sull’auto dietro di noi quando è avvenuto l’incidente e sono subito intervenuti. Ero davvero distrutto, con sette costole rotte che hanno perforato i polmoni. Dopo il coma, i miei genitori hanno voluto che mi trasferissi in un centro riabilitativo fra i migliori, a Parma: quando mi sono risvegliato, essendo stato destinato al reparto dei bambini perché ero il più giovane degli adulti, ho visto pareti colorate, quadri di Looney Tunes. Non capivo: poi mi hanno raccontato tutto. Facevo fino a 10, 12 ore al giorno di riabilitazione, prima a letto e poi in piedi: mi hanno insegnato di nuovo a camminare, e per la Pasqua del 2018 sono riuscito ad andare a casa dei miei genitori e festeggiarla con loro”.

Quanta tenacia avesse in cuore, Alessandro lo ha dimostrato da subito. Oltre ad affrontare il faticoso percorso di riabilitazione, ha letteralmente chiesto agli insegnanti dell’Alberghiero di essere bocciato, per poter ricominciare l’anno scolastico, che aveva interrotto nei primi mesi a causa dell’incidente: spostandosi tra Parma e Mondovì, si è diplomato. E, intanto, è riuscito a coronare l’altro sogno che aveva - quello di conseguire la patente di guida.

“Sento che il mio linguaggio non è più come prima e certe parole non mi vengono; ma non mi lamento”, conclude Alessandro. Che vuole ringraziare i suoi genitori. E che merita il nostro “grazie”: per lo straordinario esempio di coraggio e dedizione che ci offre.

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