Bombe alla scuola carabinieri, il pm chiede l’ergastolo per l’anarchico Cospito

Per la coimputata Anna Beniamino chiesti 27 anni. Ora si esprimerà anche la Corte Costituzionale

Dalla Chiesa caserma Bombe08

Al termine della requisitoria nel processo d’appello il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, ha chiesto la pena più alta per Alfredo Cospito, l’anarchico responsabile dell’attentato alla scuola allievi carabinieri di Fossano. Oltre alla richiesta di condanna all’ergastolo per il leader della Federazione Anarchica Informale, è stata chiesta dalla Procura una pena di 27 anni per Anna Beniamino, compagna e coimputata di Cospito.

La Corte d’Assise d’Appello ha però accolto alcune eccezioni della difesa degli anarchici, rinviando alla Consulta la decisione sulla concessione o meno delle attenuanti. Se la Corte costituzionale accoglierà le eccezioni, Cospito non rischierebbe l’ergastolo ostativo, ma una condanna tra i 21 e 24 anni.

I due militanti sono già stati riconosciuti colpevoli in tutti i gradi di giudizio per le bombe esplose nella notte tra il 2 e il 3 giugno del 2006 di fronte alla caserma Dalla Chiesa, all’epoca sede della scuola allievi dell’Arma. I due ordigni collocati nei bidoni della nettezza urbana esplosero nella notte, a distanza di 15 minuti l’uno dall’altro, nelle immediate vicinanze di quella che al tempo era la Scuola allievi carabinieri. Non provocarono feriti, ma ne venne riconosciuto l'intento stragista che non aveva cagionato vittime “solo per una mera casualità”.

La prima sentenza della Corte d’Appello aveva condannato Cospito a vent’anni di carcere, ma la Cassazione ha imposto la riqualificazione del reato: non più “strage comune”, bensì “politica”.

In collegamento video dal carcere di Sassari, dove è sottoposto al regime del 41 bis, Cospito è intervenuto con una dichiarazione spontanea dove si è definito “condannato in un limbo senza fine, in attesa della fine dei miei giorni”: “Non ci sto e non mi arrendo ma continuerò il mio sciopero della fame per l'abolizione del 41 bis e dell'ergastolo ostativo fino all'ultimo mio respiro per far conoscere al mondo questi due abomini repressivi di questo Paese”. Anche Anna Beniamino, detenuta a Rebibbia, è intervenuta: “Questo è un processo politico” ha detto, per “una strage senza strage attribuita senza prove”.

Alla fine delle dichiarazioni spontanee, i compagni dei due anarchici presenti in aula a Torino hanno lanciato slogan tra cui “se vai con il nucleare ti tocca zoppicare”, un chiaro riferimento all’attentato avvenuto a Genova nel 2012, quando l’ad dell’Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi venne gambizzato. Per questa vicenda era stato condannato lo stesso Cospito.

Gli anarchici in corteo hanno chiesto la liberazione di Alfredo Cospito per le vie di Torino. In circa 250 si sono mossi dal presidio davanti a Palazzo di Giustizia. Alcune scritte sono state tracciate sui muri delle banche, mentre un barista, che si era lamentato per gli atti vandalici, è stato malmenato. Sono stati anche accesi fumogeni e fatte esplodere diverse bombe carta.

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