125 anni fa…

La Fedeltà Primo Numero 1898

Una voce per il territorio, per la Chiesa del Fossanese. Una voce anche per chi voce non ha. Per gli ultimi, per le situazioni ai margini. Per le periferie. Una voce che vuole essere autorevole, e l’unico modo per esserlo è lavorare sodo, mettersi a servizio, ascoltare, interpretare, leggere il territorio. Un territorio ricco di tradizione, di storia, e di storie in divenire. Mercoledì 5 gennaio 1898 usciva il primo numero de La Fedeltà, il settimanale fossanese, o come recitava il sottotitolo “Corriere della Diocesi e della Città di Fossano”. Sono passati esattamente 125 anni, il nostro appuntamento del mercoledì resta valido, in edicola come nelle case. E così in questo inizio di nuovo anno non possiamo non pensare ad ogni nuovo inizio e a quello che fu l’inizio di una storia importante di cui siamo eredi. In “centoventicinque” anni tutto è cambiato. E nulla è cambiato. È cambiato il mondo, i mondi, è cambiata la Chiesa, sono cambiati gli equilibri su questo nostro pianeta, e soprattutto i disequilibri.

Due conflitti mondiali hanno segnato in modo indelebile l’Italia, l’Europa e il mondo, e le ferite profonde hanno segnato anche questo nostro territorio. Molte cose sono cambiate in meglio. Lo crediamo e lo vogliamo credere per non cedere al “si stava meglio quando si stava peggio” che accorcia le prospettive e le speranze nel futuro facendoci cadere nella tentazione di guardare soltanto indietro. Sarebbe bello poter analizzare e approfondire la storia da fine Ottocento ad oggi anche alla luce di ciò che La Fedeltà ha scritto, pubblicato, evidenziato. E magari in questo anno, che vuole anche essere un anno celebrativo, ce ne sarà la possibilità.

Tutto è cambiato, dicevamo. Da quelle 4 pagine iniziali, frutto comunque di un lavoro certosino, di strada se n’è fatta parecchia. È cambiata la tecnica, la grafica, negli anni il numero di contenuti è aumentato in modo esponenziale, le immagini sono diventate parte integrante della notizia, così come tutti i nuovi strumenti che la tecnologia ci ha messo a disposizione. Quelle 4 pagine del mercoledì sono diventate 56 o più. E poi è arrivato il web con un sito costantemente aggiornato, e i social con migliaia di nuovi contenuti ogni anno e i video… tutto è cambiato.

Ma il punto sul quale vogliamo soffermarci oggi, come redazione del settimanale in questo 2023, è ciò che non è cambiato. Non è cambiato ciò che sta al centro del nostro lavoro. Le persone. Le persone che lavorano a questo progetto, quelle di cui parliamo, e quelle alle quali ci rivolgiamo. Non sono cambiati la voglia e l’impegno ad essere quella voce del territorio che fin dal primo numero è stata la mission della nuova testata. Il 5 gennaio 1898 lo sottolineava nel suo augurio mons. Emiliano Manacorda. E così fin da subito il termine “fedeltà” non era soltanto riferito al Papa e alla Chiesa. Il riferimento era alla “fedeltà” che è parte del motto della città di Fossano, a sottolineare un legame forte con la città e con questa terra. Il riferimento era, ed è, alla “fedeltà” alla notizia, alla verità. Che è poi alla base del lavoro giornalistico. Oggi più che mai.

Facendo gli auguri a tutti i nostri lettori in questo inizio anno, ripensiamo a quell’inizio di 125 anni fa, all’eredità che siamo chiamati a custodire, mettere a frutto e consegnare al futuro. Un’eredità frutto di lavoro, impegno, grandi firme, grandi e piccoli “artigiani”, collaboratori, professionisti, persone il cui nome verrà ricordato per sempre o sigle e iniziali che probabilmente si perderanno nelle pieghe della storia. Tutti comunque parte di questa storia. Che dobbiamo portare avanti, affrontando le nuove sfide, anche impegnative, che si prospettano. Con una consapevolezza che arriva anche dall’ispirazione cattolica. Crediamo in una buona notizia. Una notizia che cambia la prospettiva anche di tutte le altre, perché in grado di cambiare la prospettiva della vita.

Buon compleanno La Fedeltà, buon anno a tutti!