A Cuneo per il diritto di Asilo

Questa sera, martedì 18 aprile, alle ore 18 presidio di dissenso davanti alla Prefettura di Cuneo

NAUFRAGIO IN CALABRIA, STRAGE DI MIGRANTI
(foto ANSA/GIUSEPPE PIPITA)

Questa sera, martedì 18 aprile, alle ore 18 è previsto presidio di dissenso davanti alla Prefettura di Cuneo per protestare contro le linee di Governo per le restrizioni al diritto di Asilo.

A 50 giorni dal naufragio al largo delle coste di Steccato di Cutro, Acli, Aifo Cuneo, Caritas Cuneo-Fossano, Comunità Papa Giovanni XXIII, Commissione Giustizia e Pace Diocesi Cuneo-Fossano, Comunità di Mambre - BUsca, Cis - Consorzio Compagnia di Iniziative sociali, Cooperativa sociale Insieme a voi, Cooperativa sociale La Valdocco, Europasilo - Cooperativa sociale Momo - cooperativa sociale Orso - Emmaus Cuneo - Italia Cuba (circolo di Cuneo), Orizzonti di pace e RefugeesWelcome "esprimono con forza indignazione e ferma opposizione agli emendamenti di conversione del cosiddetto Decreto Cutro".

In una nota rilasciata dagli organizzatori del presidio di questo pomeriggio si legge che "è evidente l’intenzione di smantellare il sistema pubblico di accoglienza gestito dagli Enti Locali, dato il mancato accesso dei richiedenti asilo nel sistema SAI separando così l’accoglienza dall’integrazione e alimentando nel tempo, così come già successo con il decreto sicurezza le tensioni e l’insofferenza sociale".

Il decreto, secondo i firmatari, indebolisce il sistema di accoglienza diffuso e potenzia gli hotspot, i centri di accoglienza provvisori e Cpr (Centri di Permanenza per i rimpatri), con un dispendio inutile di risorse pubbliche. Nei centri provvisori la qualità dei servizi erogati ai richiedenti asilo verrebbe dunque abbassata così come scritto nella relazione tecnica allegata agli emendamenti proposti in riferimento all’art. 5 del c.d. Decreto Cutro: “verranno erogate prestazioni di accoglienza inferiori e ridotte”, in totale sfregio della dignità e dei diritti delle persone. Il timore è che gli hotspot si configurino di fatto come strutture di detenzione informale da usare in maniera sistematica durante le procedure di identificazione e utilizzate anche durante la procedura della richiesta di asilo, in assenza di una base legale per la privazione della libertà all’interno di tali centri.

Gli emendamenti proposti prevedono la possibilità di inserimento nei progetti SAI solo dei richiedenti asilo vulnerabili o provenienti da specifiche zone geografiche, che giungono in Italia con i corridoi umanitari, con una disparità di trattamento nei confronti di persone provenienti dalle medesime aree geografiche, ma che giungono in Italia in maniera irregolare; a queste persone resterà comunque interdetta l’opportunità di accedere ai servizi di accoglienza di secondo livello, che riguardano l’integrazione delle stesse nel tessuto della comunità ospitante.

Un'altra minaccia alle politiche dell'accoglienza che gli organizzatori vedono nel decreto Cutro è quella rappresentata dall’introduzione dello Stato di Emergenza e dalla nomina di un Commissario Straordinario che non sarebbe un espediente tecnico, ma la certificazione dell’inadeguatezza delle politiche migratorie. "Lo stato di emergenza si dichiara a seguito di una calamità improvvisa e non prevedibile nei suoi effetti devastanti - proseguono gli organizzatori -. Il fenomeno migratorio è invece strutturale, lo è da diversi anni, e lo sarà ancora di più nel futuro. La Storia dei fenomeni migratori ci insegna che ogni tentativo di limitare l’afflusso di persone non è mai riuscito: il processo va governato, con responsabilità e lungimiranza".I

Il decreto elimina infine il permesso di soggiorno per “protezione speciale” che, secondo gli organizzatori, molto aveva fatto in questi ultimi anni per evitare la clandestinità, le diverse forme di sfruttamento e di evasione fiscale mentre la sua abolizione getterà nell’irregolarità le persone e aumentando l’insicurezza sui nostri territori.