Alpi acque, la minoranza punta il dito sulla crisi Egea

Il dibattito sul bilancio consolidato in Consiglio comunale a Fossano

Alpi Acque campo pozzi

Il passaggio di Alpi acque sotto la gestione unica a livello provinciale, consortile e interamente pubblica di Cogesi è da inizio mandato motivo di conflitto tra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale. L’Amministrazione Tallone, infatti, ha sempre frenato sul percorso di liquidazione del socio privato (Tecnoedil-Egea) puntando sulla sopravvivenza a oltranza della società mista, quando invece la minoranza di centro-sinistra avrebbe voluto procedere con celerità verso il percorso di pubblicizzazione, così come stabilito nel 2018-2019 dalla grande maggioranza dei Comuni della Granda.

Ora, finalmente, le posizioni sembrano convergere verso il medesimo traguardo, ma le differenze restano e hanno prodotto l’ennesimo voto contrario al bilancio consolidato (quello in cui il Comune approva i rendiconti economici degli enti strumentali e delle società partecipate, come Alpi acque) nella seduta del 29 settembre.

Per l’opposizione di centro-sinistra (Paolo Lingua, Pd; Paolo Cortese, Fossano insieme), la scelta della maggioranza è infatti tardiva, essendo arrivata a maggio 2023 quando già sul tavolo incombeva la crisi Egea, che complica (“con implicazioni ancora sconosciute”) e allunga sine die il cammino verso la sua liquidazione e il conseguente ingresso di Alpi acque, finalmente alleggerita dal privato, in Cogesi, mettendone in discussione la futura sopravvivenza come entità autonoma all’interno della Società consortile.

Per la maggioranza, intervenuta con Giorgio Bergesio (Lega), i quattro anni intercorsi sono invece il tempo necessario che ha consentito di maturare una condivisione con tutti i territori e di attendere la fine degli esiti (tutti negativi) dei ricorsi del privato. Il tutto senza oneri a carico dei Comuni e senza conseguenze a carico dei cittadini, che hanno continuato a beneficiare del servizio e di nuovi investimenti con tariffe tra le più concorrenziali.

Per nulla convinto Cortese: “Se dal 2019 in avanti, l’Amministrazione comunale avesse creduto nel passaggio alla nuova governance - ha replicato - avrebbe agito diversamente”.

Articolo completo sulla "Fedeltà" di mercoledì 4 ottobre