Coldiretti Cuneo: un terzo dei raccolti da mani straniere

I 10.000 lavoratori stranieri contribuiscono al successo dell’agroalimentare Made in Cuneo, dall’orticoltura alla frutticoltura fino alla viticoltura

Braccianti raccolta frutta

Viene prodotto nei campi e nelle stalle da mani straniere quasi un terzo del Made in Italy a tavola, con 362.000 lavoratori provenienti da tutto il mondo che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo ben il 32% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore nel 2022. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti che ha collaborato al Dossier statistico immigrazione a cura del Centro studi e ricerche Idos. Nella Granda - evidenzia Coldiretti Cuneo - sono oltre 10.000 i lavoratori assunti ogni anno dalle aziende agricole con una forte rappresentanza di rumeni, albanesi e macedoni, oltre che marocchini, indiani e senegalesi. Si tratta soprattutto di lavoro stagionale con picchi di domanda nei periodi estivi della raccolta garantiti grazie a lavoratori regolari provenienti da altri Paesi e perfettamente integrati, che si fermano in Italia per qualche mese tornando anno dopo anno con reciproca soddisfazione.

È importante affrontare il tema della disponibilità di manodopera con una gestione dei flussi più efficiente partendo dal Decreto triennale che abbiamo fortemente sostenuto e che può dare una grande mano tenendo conto che si passa dalle 14.000 unità di lavoro stagionale alle 82.000 del 2023 fino alle 90.000 del 2025” - afferma il presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada precisando che “alle imprese serve la certezza di poter avere a disposizione lavoratori regolari e di non subire la concorrenza sleale di chi sfrutta le persone”.

Nelle campagne servono figure specializzate - sottolinea la Coldiretti - come i trattoristi, i serricoltori, i potatori, ma anche raccoglitori per le verdure, la frutta e la vendemmia. Non vanno poi dimenticati i nuovi sbocchi occupazionali offerti dalla multifunzionalità, che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.