“The old oak” – “Hunger Games. La ballata dell’usignolo e del serpente”

The Old Oak

THE OLD OAK

di Ken Loach; con Dave Turner, Ebla Mari, Claire Rodgerson, Trevor Fox, Chris McGlade, Francia, 2023, durata 113 minuti. 

2016, siamo nel nord est dell’Inghilterra, in un paese di minatori senza più le miniere, chiuse ormai da oltre quarant’anni. In città, un tempo florida, poco o nulla resiste. Poco lavoro, negozi chiusi, case abbandonate, i giovani hanno giustamente cercato altrove il loro futuro. Molte ombre e poche luci nella cittadina, il pub “The Old Oak” è tra le poche rimaste accese. TJ Ballantyne fa una discreta fatica a tenere il locale aperto, ma non chiudere le saracinesche per lui è una doppia sfida, con se stesso e con il destino. Sa che il suo locale è uno dei pochi baluardi di socialità ancora presenti sul territorio, ne ha bisogno lui per sopravvivere, ma ne hanno ancora più bisogno i suoi compaesani per vivere. Dell’antico orgoglio e della solidarietà dei minatori non è rimasto più nulla, soltanto sfiducia e tanto rancore. Poi l’arrivo di un gruppo di profughi siriani finisce per cambiare le carte in tavola. Per molti, troppi abitanti del paese, le porte delle case si chiudono anziché aprirsi, soltanto TJ e uno sparuto manipolo di volontari si mette a disposizione per aiutare i nuovi arrivati, per tutti gli altri è odio puro. Ma tra la giovane Yara e il maturo TJ subito si crea un dialogo. A lei, appena scesa dal pullman viene rotta la macchina fotografica da parte di un bifolco che protestava per il loro arrivo, TJ sbigottito e mortificato per l’accaduto si offe di aiutarla. Sarà l’inizio di un’amicizia che farà da ponte tra le due comunità e non senza difficoltà mostrerà che il mondo non è abitato soltanto da gente gretta e meschina, gonfia di odio e di risentimento, c’è ancora del buon cuore tra gli individui e che “è necessario avere speranza”. Già, la speranza, un sentimento che trabocca spiritualità ma che è in grado di innescare anche il senso pratico delle persone, e così accade infatti, perché nella sala grande del pub di TJ da anni abbandonata dove decine di foto alle pareti celebrano una solidarietà operaia ormai dimenticata, viene allestita una mensa comunitaria che distribuisce pasti gratuiti a tutti, inglesi e siriani, bambini e anziani, uomini e donne, perché “If we eat together we stick together/ se mangiamo insieme, rimaniamo insieme”. Ma la grettezza e la meschinità di alcuni manderà gambe all’aria il progetto e soltanto la sequenza finale sembra restituire qualche barlume di quella speranza di cui parlavamo. Forse non tutto è perduto per gli uomini di buona volontà. Grazie per avercelo ricordato Ken. 

 

Hunger Games Ballata Dell'Usignolo E Del Serpente

HUNGER GAMES LA BALLATA DELL’USIGNOLO E DEL SERPENTE

di Francis Lawrence; con Rachel Zegler, Tom Blyth, Peter Dinklage, Hunter Schafer, Jason Schwartzman. Usa, 2023, durata 165 minuti. 

Quinto episodio della saga tratta dai libri di Suzanne Collins, “La ballata dell’usignolo e del serpente” è il prequel dei quattro film precedenti ed è ambientato durante la giovinezza del presidente Snow, quando il diciottenne Coriolanus viene nominato mentore di una ragazza del Distretto 12, Lucy Grey Baird. Erede di una grande casata in declino caduta in disgrazia nel dopoguerra di Capitol City, Coriolanus teme che la sua reputazione possa essere pregiudicata dall’essere tutor della giovane Lucy, ragazza tributo del miserabile Distretto 12. Ma quando la giovane conquista il pubblico cantando con aria di sfida alla cerimonia della mietitura Coriolanus Snow capisce che quello che poteva sembrare un ostacolo potrebbe diventare per lui una magnifica occasione e che unendo le qualità canore della ragazza alla sua astuzia politica, insieme potranno farcela. Gli Hunger Games sono spietati e in ballo c’è la sopravvivenza e il potere. 

Diretto ancora una volta da Francis Lawrence, dietro la macchina da presa già nei precedenti “Hunger Games - La ragazza di fuoco” e “Hunger Games - Il canto della rivolta” Parte 1 e 2, questo “La ballata dell’usignolo e del serpente” è al contempo prequel e spin-off della saga e ci racconta chi è Snow, la sua voglia di riscatto e di rivalsa, da dove arriva e come diventerà quello che diventerà e la storia d’amore che nascerà tra di lui e la bella Lucy (Rachel Zagler) del Distretto 12 (lo stesso che poi sarà di Katniss Everdeen) che con la sua voce ammaliante conquisterà il pubblico dei giochi. Gli ingredienti del grande racconto ci sono tutti, amore, lotta, tradimento e il film nei fatti è visivamente potente, ma sono le dosi e la miscela degli ingredienti ad andare fuori registro. Tutta la narrazione infatti è marcata da un’eccessiva, spesso inutile brutalità e come in molti (tutti?) casi accade, la spettacolarizzazione della violenza tenta di mascherare la pochezza narrativa. Si aggiungono spezie a dismisura quando la pietanza ha poca qualità.