Il vescovo a don Alberto: “Sei chiamato a portare speranza, a condividere, a camminare insieme”

Grande festa sabato sera per l’ordinazione di Alberto Costamagna nella Concattedrale di Fossano. Domenica 26 novembre la prima messa nella chiesa dello Spirito Santo

Costamagna Alberto e Giovani

La parola “Eccomi” pronunciata all’inizio del rito di ordinazione e il clima di festa, di gratitudine, di meraviglia sono la cifra distintiva della celebrazione che la Chiesa locale ha vissuto nella serata di sabato 25 novembre, nella Concattedrale di Fossano.

Il conferimento del sacramento dell’ordine ad Alberto Costamagna è avvenuto in una chiesa gremita: c’erano mamma Domenica e tutta la famiglia, amici e parenti e, soprattutto, tantissimi giovani provenienti dalle diverse comunità e realtà diocesane dove Alberto ha prestato servizio in questi anni: Caraglio, Centallo, Mellea, l’Azione cattolica e, naturalmente, lo Spirito Santo, dove è nato e cresciuto.

C’erano tanti sacerdoti, tra questi il gruppo di giovani che ha condiviso con Aberto il cammino di formazione in seminario, e alcuni vescovi: oltre a Piero Delbosco, che ha presieduto la messa, gli emeriti Cavallotto e Guerrini, e i due fossanesi Giorgio Lingua, Nunzio apostolico in Croazia, e Derio Olivero, pastore a Pinerolo, già parroco dello Spirito Santo, che ha lasciato un segno profondo nel cammino vocazionale di Alberto. Ad animare la celebrazione, la Cappella musicale San Giovenale, il coro San Giovanni Battista di Centallo, i coristi della parrocchia dello Spirito Santo e i musici della Concattedrale, diretti da Luca Giachero.

Gratitudine e meraviglia. Sì perché un giovane, cresciuto nella comunità cittadina dello Spirito Santo, dona totalmente la sua vita al servizio della Chiesa, senza se e senza ma. “Siamo testimoni di un miracolo” ha commentato don Pierangelo Chiaramello nell’introduzione alla celebrazione, “Dio continua a volerci bene e dona un altro sacerdote alla nostra Chiesa” ha aggiunto il vescovo Piero Delbosco poco dopo. Alberto è il primo prete ordinato della nuova diocesi di Cuneo e Fossano, e bisogna risalire al 1989 - ha detto il vescovo - per l’ultima ordinazione di un sacerdote del comune di Fossano.

Commentando nell’omelia il passo del vangelo di Matteo sul giudizio finale il vescovo ha fatto notare che Gesù pone l’attenzione sui piccoli, sugli ultimi: “Non considera quanto possiamo fare per i grandi, per i simpatici, per i fortunati, per i ricchi, ma guarda a ciò che si fa verso a chi ci tende la mano, a chi bussa alla nostra porta, a chi cerca un lavoro vero, a chi è immigrato e nella disperazione cerca un futuro dignitoso”. “Vale per tutti, per me, per voi, per te caro Alberto che inizi la tua avventura come prete in questa nostra bella realtà - ha aggiunto mons. Delbosco -. Prendi come modello quanto diceva il profeta Ezechiele. Sei chiamato a passare in rassegna le pecore, cioè a pregare sempre per coloro a cui sei stato affidato. Sei chiamato a portare speranza, la fiducia e la serenità a chi è smarrito e cerca un senso per la sua esistenza. Sei chiamato a fasciare, a curare, ad accompagnare chi è nel dolore e chi cerca giustizia. In una parola: sei chiamato a condividere, a camminare insieme testimoniando nei fatti che Dio ama personalmente ognuno di noi e noi siamo al centro del suo cuore. È un bel programma di vita”.

E poi, rivolgendosi ai tanti giovani presenti: “Siamo vicini a uno di voi che, con coraggio, con trepidazione, con entusiasmo, sta dicendo di sì a Dio che ha posto il suo sguardo su di lui e lo ha chiamato a lavorare nella sua vigna. Da tutti Dio si aspetta cose grandi. Se ti senti desideroso di vera felicità, chiediti qual è la strada da percorrere! Provate a valutare, almeno una volta nella vita, la possibilità di percorrere la strada intrapresa da Alberto e da tutti noi preti” l’invito del vescovo

Dopo l’omelia, si sono svolti i tradizionali passaggi del rito di ordinazione. I cinque “Sì, lo voglio” alle domande del vescovo attraverso cui il novello sacerdote esprime la dedizione totale alla missione della Chiesa, la prostrazione a terra mentre l’assemblea canta le litanie dei santi, l’imposizione delle mani, la vestizione dei paramenti liturgici...

Al termine della celebrazione, i saluti del novello sacerdote che, attraverso i diversi nomi con cui viene chiamato (Alberto, Bertu, Alby, din...) ha espresso una parola di ringraziamento per tutti, accompagnato da applausi e ovazioni dei vari gruppi: “Continuate a chiamarmi per nome, solo così riuscirò a riconoscermi come amato, e non come uno che ricopre un ruolo”.

La festa è proseguita poi nella parrocchia dello Spirito Santo. Dove oggi, alle 11, don Alberto celebra la sua prima messa.

Costamagna Alberto e Giovani Preti