“Benzina” di Daquino sul grande schermo

Il cortometraggio, che ha come protagonisti Carolina Crescentini e Riccardo De Filippis, è stato presentato al Riff e al Torino Film Festival. Diventerà un lungometraggio

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Villafalletto è la città dei Conti Falletti, quella che ha dato i natali all’anarchico Bartolomeo Vanzetti e che ne ospita le spoglie. A Villafalletto vive anche Daniel Daquino, educatore in una comunità residenziale per disabili della Cooperativa Insieme a voi di Busca e regista.

Dopo l’esperienza dietro la macchina da presa di molti video clip musicali e del mediometraggio “Neve rosso sangue” del 2015, approda oggi al grande schermo con un cortometraggio, “Benzina”, prequel del lungometraggio “Osmosi”.

Benzina narra la storia di Vincenzo, 47 anni, gestore di un distributore di benzina su una strada provinciale. È un tipo taciturno e soffre di un disturbo ossessivo compulsivo che rende il suo vivere quotidiano ricco di gesti e rituali maniacalmente ordinati. Questo non impedisce a Vincenzo di svolgere il suo lavoro, anche se la presenza insistente di un cappio all’interno del suo gabbiotto fa intuire progetti estremi. Subisce gli stupidi scherzi di due ragazzini, sempre in sella a un motorino. 

Vincenzo non reagisce. Mai. Non ne ha le forze, accusa i colpi e tace. Vincenzo sopporta tutto, bruciando una sigaretta dopo l’altra, rifugiandosi nei suoi rituali ossessivi ed in una litania che bofonchia tra sé e sé continuamente. La sua play list su musicassetta che ascolta da un vecchio stereo compatto lo accompagna e motiva ad andare avanti e finire la giornata, anche se lo sguardo e i suoi pensieri ricadono spesso sul cappio. Passano le ore, le canzoni allo stereo, le auto e gli scherzi dei due ragazzini. Ci sono vari clienti, ma solo una donna, Caterina, con un figlio di 8 anni, sembra accorgersi di lui e, difendendolo, accende qualcosa in Vincenzo che lo fa reagire in modo inaspettato.

Lunedì 27 novembre il cortometraggio è andato in scena al Cinema Romano nella torinese Galleria Subalpina nell’ambito del 41° Torino Film Festival e lo scorso 18 novembre è stato ammesso nella cinquina ristretta del premio Rai Cinema Channel nell’ambito del Riff di Roma oltre a essere in concorso nella sezione cortometraggi del premio David di Donatello.

Protagonisti d’eccezione: Vincenzo è Riccardo De Filippis, interprete, tra le altre cose di “Romanzo Criminale - la serie” e Caterina è Carolina Crescentini reduce dal grandissimo successo di Mare Fuori. Trova spazio nel cast anche Renato Liprandi, il dottor Demarinis di Camera Cafè.

Come è nata l’idea di Benzina e in che senso è il prequel di Osmosi?

I distributori di benzina mi hanno sempre affascinato, fin da bambino quando facevo lunghi viaggi in macchina con mio padre per andare in Puglia. Una sera in auto mentre rientravo a casa, da Cuneo percorrendo una strada circondata da campi di grano ho notato un distributore di benzina. L’erba che cresceva sull’asfalto, le bande bianche e rosse sbiadite, strappate e svolazzanti che indicavano le pompe di benzina fuori servizio mi hanno fatto ipotizzare che fosse chiuso da qualche anno. Il gabbiotto sul lato del piazzale era piccolo, imbrattato e dei vecchi giornali ricoprivano le finestre per oscurarne l’interno: da quel momento non ho fatto altro che immaginare il tizio che lavorava lì dentro. Dall’insieme di tutti questi pensieri nasce il personaggio di Vincenzo e di conseguenza l’esigenza di volerlo raccontare. I distributori sono spesso isolati, luoghi dove ci si dirige solo per caso o se si è costretti: sono un piccolo mondo a sé dove accanto scorre veloce tutto il resto. Ho voluto creare un mondo a parte, con un suo ritmo e una sua identità.

È il prequel di Osmosi perché con Adriano Bassi e Lara Calligaro di Lume Production, la casa di produzione tutta torinese, inizialmente ipotizzavamo un teaser, ma poi abbiamo deciso di realizzare un corto: potevamo sviluppare meglio i personaggi e iniziare a comporre una squadra di lavoro. Vincenzo e Caterina infatti sono due dei quattro personaggi di Osmosi e in Benzina avviene il loro primo incontro. 

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È la prima volta che lavori con una casa di produzione vera e propria, cosa è cambiato rispetto, ad esempio, a Neve rosso sangue?

Benzina è prodotto da Lume con il sostegno dello Short Film Fund della Film Commission ed è distribuito da Sayonara Film. Lavorare con dei professionisti ammetto che inizialmente mi ha messo un po’ di ansia: si tratta di persone che vivono di cinema e nel cinema. È molto diverso! Ho potuto concentrarmi sulle riprese e poter delegare il resto a vari professionisti. 

In Neve rosso sangue dovevo badare a tutto, compresi i costi, il reperimento del materiale, location, organizzazione… Ringrazio di aver avuto accanto allora Maurizio Fedele alla produzione che, tra l’altro, ora lavora con Lume. Rispetto a loro e agli attori con cui ho lavorato io sono un pischello, ma pur senza una scuola di cinema alle spalle me la sono cavata. Devo ringraziare Lume perché sono stati super disponibili dimostrandomi di credere in quello che facevo. Trovare il distributore di benzina che consentisse le riprese, allestirlo come lo immaginavo, contattare gli attori, ottenere i diritti per la musica, che ho scoperto essere molto complesso: in tutto sono stato affiancato.

La musica. Vincenzo nel cortometraggio consuma un’audiocassetta; tu sei anche un musicista. Cosa ascoltiamo in Benzina?

Avevo in testa una lista di canzoni e due di queste erano imprescindibili: Gasoline Horseys degli Sparklehorse e Disorder dei Joy Division. Per il resto mi sono affidato alla musica di gruppi amici: i Movie Star Junkies, Bob Corn e gli Starvin’ Pets. Direi che 5 pezzi per 20 minuti di film sono una bella colonna sonora.

Dove è stato girato?

Come dicevo trovare un distributore non è stato facile. Le grandi compagnie non hanno nessun interesse a consentire le riprese, per loro sono tre giorni di chiusura. La produzione ha invece individuato una pompa di proprietà familiare, la Discar e abbiamo quindi girato a Chivasso. Ci hanno concesso l’uso degli spazi e c’è stato un lavoro incredibile di Ascanio Viarigi, lo scenografo e della sua squadra, che ha svuotato completamente il gabbiotto mettendo dentro quello che volevamo noi, trasformandolo in due ambienti piccolissimi proprio come era nella sceneggiatura. È un’ambientazione molto Coen per intenderci. Un altro grandissimo lavoro è stato fatto da Fabrizio La Palombara, il direttore della fotografia, che ha saputo ricreare al meglio quello che avevo in testa.

E lavorare con due attori consumati? Come li hai scelti, come vi siete trovati?

Anche in questo caso è stato tutto perfetto. Quando ho pensato a Vincenzo avevo proprio in testa Riccardo De Filippis, bravissimo attore romano che ha fatto tantissimi film e serie tv. Avevo lui in mente dopo aver visto un corto che lo aveva come protagonista per il festival del cortometraggio di Savigliano di cui ero il pre selezionatore. Il personaggio di Vincenzo è difficilissimo perché è un ossessivo compulsivo. L’ho proposto a Lume che ci ha messo in contatto in videochiamata e ci siamo piaciuti subito. Ha letto il copione e mi ha detto che era da tempo che aspettava un ruolo simile.

Anche per Caterina il primo pensiero è andato subito a Carolina Crescentini, ma avevo quasi paura di proporla. La grande eco di Mare Fuori non era ancora esplosa, ma lei era super affermata. La fortuna forse è stata proprio che il boom di Mare Fuori sia stato subito dopo. Anche per quanto riguarda lei l’abbiamo contattata e lei ha voluto leggere sia la sceneggiatura di Benzina che il trattamento (la narrazione di un film nda) e il soggetto di Osmosi. Le sono piaciuti e ci ha detto subito di sì. Intanto c’è stato tutto il successo di Mare Fuori, la prima puntata della terza stagione è andata in onda il giorno prima delle riprese.

Lavorare con loro è stato bellissimo, entrambi super disponibili e gentilissimi. Caterina ha un figlio e quindi in scena c’era anche un bambino di 8 anni, o meglio 2, avevamo due gemelli omozigoti a disposizione. Carolina è sempre rimasta con loro anche mentre non giravamo.

Quando e dove lo vedremo?

Abbiamo terminato le riprese e il montaggio a fine estate. Ora è in distribuzione con Sayonara Films da settembre e iscritto a diversi Festival. Per ora è presto per sapere in quali Festival sarà programmato, speriamo tanti e non solo in Italia! Fino ad ora è stato trasmesso al Riff a Roma e al Torino Film Festival. Intanto una prima grande soddisfazione è arrivata: Osmosi ha vinto il bando il Film Tv Develpment Fund della Film Commission Torino Piemonte che finanzia lo sviluppo del film con la stesura della sceneggiatura.