La Lega di governo a Cussanio non dimentica le sue parole d’ordine

Dall’autonomia alla lotta all’immigrazione clandestina, i temi affrontati nell’incontro prenatalizio al Giardino dei tigli

Lega Cussanio

Bandiere sulla rotonda e all’ingresso del Giardino dei tigli, salone interno gremito con oltre 300 partecipanti da 80 Comuni cuneesi e piemontesi. Era la festa di Natale della Lega - la “Lega di governo”, come recitava il sottotitolo del manifesto - che si è tenuta sabato 2 dicembre a Cussanio.

Giusto definirla così perché la Lega oggi governa a Roma, Torino e anche a Fossano. È all’opposizione soltanto a Bruxelles, dove siede come eurodeputata l’ex presidente della Provincia Gianna Gancia. Ma continua ad essere, nello stesso tempo, una “Lega di lotta”, con le sue battaglie e le sue parole d’ordine.

All’«applausometro» di sabato mattina, lo slogan di maggior successo era ancora l’intramontabile “padroni a casa nostra”, pronunciato dal consigliere regionale Paolo Demarchi, declinato nella versione dell’Autonomia differenziata del disegno di legge Calderoli. Ma la platea si è scaldata anche sulla difesa dei cibi tradizionali (“carne sintetica e farina di grillo se la mangino loro”: Luigi Icardi, assessore regionale alla Sanità) e contro il Reddito di cittadinanza, la misura introdotta con il governo “gialloverde” che la Lega ha poi affossato con il governo Meloni (“parassiti che stavano sul divano gratis”: Andrea Crippa, vice segretario federale).

Il vice-capitano ha picchiato duro anche sull’immigrazione - “l’unico uomo che ha difeso i confini di questo Paese e di questa regione si chiama Matteo Salvini” -, sulla magistratura - “una casta che quando sbaglia non paga mai” -, sui giornali e sui media. Sullo sfondo, nel suo e negli altri interventi, l’orizzonte delle elezioni Europee, Regionali e Amministrative della prossima primavera, una competizione che sarà anche interna al centro-destra.

Articolo completo sulla "Fedeltà" di mercoledì 6 dicembre