“Io sono la chiave”, a San Sebastiano il Crocifisso di Franco Alessandria

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Da alcuni giorni è esposto sul sagrato della chiesa di San Sebastiano e qui rimarrà per tutto il tempo della Quaresima e anche dopo la festa di Pasqua. È il grande crocifisso dal titolo “Io sono la chiave” opera dell’artista piozzese Franco Alessandria, che in questi anni è stata esposta in diversi luoghi della Granda, da Piozzo a Dogliani, a Farigliano e Monforte fino al Duomo di Alba e a Cherasco.

Si tratta di una delle opere più iconiche dell’artista che utilizza in questo lavoro (e in diversi altri) antiche chiavi in metallo assemblate tra loro per creare figure, oggetti e in questo caso il corpo del crocifisso.

Alta 3,30 metri (un numero che rimanda all’età di Cristo nel momento della sua morte) la scultura è intrisa di simbolismo e di richiami alla fede come “porta” che si apre verso la Verità e verso l’Assoluto. Se il corpo di Gesù (tranne il volto  che è plasmato in un materiale composito di resina) è interamente realizzato con le chiavi saldate tra loro, a significare che il Figlio di Dio è la chiave per entrare nella vita piena, il supporto e la croce sono invece formati da antiche e massicce serrature in ferro. E anche in questo caso il richiamo è alla serratura da aprire per liberarsi, per passare oltre. La chiave che è Gesù permette di andare oltre alla Croce. Questa non è la fine, ma un passaggio obbligato verso la vita eterna.

Artista eclettico, nel suo laboratorio di Piozzo, Franco Alessandria dipinge, e crea oggetti dal forte richiamo simbolico. Il terreno e l’onirico si fondono per raccontare vizi e virtù dell’uomo e indagare la nostra vita. E tutto un filone di sculture ha come “materia prima” la chiave, anzi le chiavi che Alessandria utilizza a decine, centinaia, reperendole un po’ ovunque.

“Trovo che l’utilizzo delle chiavi nelle opere sia interessante - spiega l’artista che abbiamo incontrato mentre il suo crocifisso veniva posizionato di fronte alla parrocchiale di San Sebastiano -. Le chiavi antiche sono oggetti che sono stati utilizzati per aprire porte, per entrare, sono ricche di storia. E nella loro storia c’è anche quella di chi le ha realizzate e le ha utilizzate”.

Nel corpo del crocifisso, idealmente, Alessandria porta anche la storia e le storie degli uomini e delle donne, e Cristo diventa il punto di contatto tra divino e umano.

L’opera è esposta di fronte alla chiesa ed è sempre visibile. Questa iniziativa rientra in un percorso iniziato tempo fa dal parroco don Danilo Bedino a San Sebastiano in cui l’arte diventa preghiera, strumento per “raccontare” la fede. Nei mesi scorsi è stata restaurata la pala d’altare che ha ritrovato così i suoi colori originari e con i fondi messi a disposizione dalla Diocesi e da offerte di privati si sta procedendo al restauro e alla ripulitura dell’artistica via Crucis, altra opera di pregio conservata nella chiesa parrocchiale.

In questo periodo di Quaresima l’invito è non soltanto ai parrocchiani, ma a tutti gli amanti dell’arte e coloro che vogliono anche in questo modo prepararsi alla Pasqua.