Marcos Juarez, ritorno in un posto del cuore

Il sindaco di Genola Flavio Gastaldi ha sottoscritto un accordo formale con la sindaca della città argentina e i coordinatori dei gemellaggi per incentivare gli scambi

Sono tornati lunedì 26 febbraio il sindaco Flavio Gastaldi, il presidente del gruppo gemellaggio Luca Costamagna e le cinque famiglie genolesi che hanno viaggiato in Argentina in occasione dei 20 anni del gemellaggio con la città di Marcos Juarez. I cuori, però, sono in parte rimasti oltre oceano, alla calda accoglienza riservata loro dai cugini argentini.
Il viaggio è stato lungo e affascinante. Oltre ai giorni di permanenza a Marcos Juarez, il gruppo ha visitato l’Argentina e fatto anche una puntata in Brasile per vedere, anche da quel versante, le cascate di Iguazù. Ma ciò che contraddistingue i viaggi di gemellaggio è il fattore umano, quella sensazione che si ha di rivedere amici di lunga data, come se ci si fosse lasciati da pochi giorni, anche se, per alcuni, era la prima volta.
Il viaggio è avvenuto in occasione del ventesimo anniversario del gemellaggio ed è stato, in realtà, a lungo atteso perché si sarebbe dovuto svolgere tre anni fa. Poi il Covid ha interrotto i viaggi e quest’anno cinque coppie insieme a Gastaldi e Costamagna hanno accolto la proposta di riallacciare i rapporti.
A Marcos Juarez sono stati accolti dalla nuova sindaca Sara Majorel, prima donna a ricoprire il ruolo di primo cittadino nella città argentina, e dalla console generale d’Italia a Cordoba Giulia Campeggio. Il senso di appartenenza è stato sperimentato soprattutto nei rapporti quotidiani sia con la municipalidad sia con la Familia Piamontesa, l’associazione che fa parte della Società italiana in Argentina.
Proprio con la sindaca Majorel, Flavio Gastaldi ha stipulato una convenzione, sottoscritta anche da Luca Costamagna per il comitato genolese, e da Cristian Gambando della Familia Piamontesa, per impegnarsi a far ripartire quanto prima, già nel prossimo anno scolastico, gli scambi dei giovani come accadeva prima del Covid. Una firma importante perché coinvolge le due amministrazioni in prima persona.
“Partire per tornare a casa suscita sempre sentimenti contrastanti: a Genola abbiamo i nostri affetti, i nostri amici, il nostro lavoro, la nostra casa - ha scritto il sindaco Flavio Gastaldi -. Ma come si fa a dire ‘torniamo a casa’ quando i nostri fratelli di Marcos Juarez ci hanno ripetuto per tutto il tempo ‘mi casa es tu casa’? La verità è che abbiamo (ri)trovato un secondo luogo che non esitiamo a chiamare posto del cuore”.
Se per Gastaldi e Costamagna questo viaggio era un ritorno in un luogo conosciuto, per le altre cinque coppie partecipanti è stata la prima volta: “Mentre volavamo sull’Atlantico mi chiedevo se fossero stati coscienti che sarebbero tornati non solo da un viaggio di piacere, ma da un’esperienza che avrebbe lasciato anche in loro legami profondi, esattamente come lo è stato per noi due. Non mi sbagliavo. L’accoglienza che ci hanno riservato, l’ospitalità ricevuta, la gente comune che salutava e si fermava per strada, l’organizzazione della nostra permanenza da parte della Familia Piamontesa, la costante presenza (non scontata) agli appuntamenti più o meno istituzionali dell’amministrazione comunale di Marcos Juarez. E ancora, la celebrazione della messa con letture e canti alternati italiano-spagnolo, l’inaugurazione di una piazza dedicata al nostro paese, le visite guidate alle principali realtà economiche, le lunghe tavolate con un centinaio di persone finite a cantare in piemontese. Per non parlare delle visite ricevute da parte del ministro ed ex sindaco Pedro Dellarossa, del console onorario di Villa Maria (gemellata con Savigliano), della console generale di Cordoba e del sen. Mario Borghese, oltre a un paio di sindaci che si sono fatti qualche centinaio di km per venire a salutarci”.
Una buona notizia per i genolesi: non dovranno aspettare troppo per riabbracciare i cugini argentini, mancano solo due anni al viaggio di Marcos Juarez a Genola per il venticinquesimo anniversario.