Attenti alla processionaria

Processionaria A

Il caldo delle scorse settimane - che hanno preceduto l'ondata di maltempo - l’ha risvegliata con anticipo. E le segnalazioni sono già numerose, tant’è che il Parco naturale Alpi Marittime ha diffuso un vademecum. Parliamo della processionaria, o meglio delle larve della “Traumatocampa pityocampa” che stanno uscendo dai nidi. Le montagne (e i pini) sono i luoghi in cui è più facile incappare in esse; ma l’incontro può avvenire anche a quote più basse.

Identikit di un bruco
“La processionaria - ricordano dal Parco naturale Alpi Marittime - è una farfalla, la Traumatocampa pityocampa; ma è il bruco a causare problemi a persone ed animali”. In caso di contatto, possono infatti manifestarsi forti reazioni cutanee e altri disturbi.
I nidi delle larve sono quelle grandi sfere bianche e filamentose, simili a batuffoli di cotone, che si vedono a volte sugli alberi - alberi appunto infestati dalla processionaria. Quando le condizioni meteorologiche lo permettono, le larve escono dai nidi per muoversi nei boschi, generalmente sui pini: lo spostamento avviene come se si trattasse di una processione, e di qui deriva il nome con cui si indica abitualmente questa specie.
“La proliferazione - continuano dal Parco naturale Alpi Marittime - si avvantaggia del clima mite. Il freddo è infatti un fattore limitante per la processionaria: dieci giorni consecutivi con temperature sotto lo zero sono in grado di ridurre lo sviluppo dell’infestante. Condizioni comuni un tempo nei nostri territori, ma sempre più rare a causa della crisi climatica in corso”.
L’insetto, che allo stadio larvale si ciba delle foglie, è dannoso non solo per le piante infestate, ma anche potenzialmente pericoloso per l’uomo e per gli animali. Di qui l’invito a usare alcune precauzioni.

Che cosa (non) fare
Le larve mature misurano dai 30 ai 40 millimetri.  Il corpo è grigio sul dorso e giallo-bruno sul ventre; sempre sul dorso si possono osservare tubercoli con peli arancio e tra questi altri, più corti, di colore rosso-fulvo, mentre il capo è nero con leggera peluria gialla. I peli corti, rosso-fulvo, sono molto urticanti: liberati nell’ambiente o per contatto diretto, provocano irritazioni cutanee alle mucose e alle vie respiratorie di uomini e animali.
In caso di presenza di processionaria, il Parco naturale Alpi Marittime invita ad “evitare di sostare sotto i pini o altre conifere; non avvicinarsi alle piante che presentano nidi di processionarie e alle larve in processione; non toccare a mani nude nidi, larve e la corteccia di alberi infestati; non fare lavori che possano diffondere nell’aria i peli urticanti, ad esempio rastrellare foglie o sfalciare l’erba senza protezioni; proteggersi con cura se si intendono asportare i nidi; in caso di contatto lavarsi subito con acqua e sapone, anche la testa, e lavare gli indumenti indossati a temperatura elevata, almeno 60°, evitando di maneggiare i vestiti a mani nude; in caso di irritazioni, rivolgersi immediatamente al medico; tenere i cani al guinzaglio corto e controllare attentamente il percorso evitando contatti con l’infestante, tenendo presente che l’animale leso sul muso dalle larve diventa nervoso, deglutisce ripetutamente, cerca di toccarsi la bocca con le zampe e può presentare ipersalivazione, edema linguale e facciale, problemi respiratori, vomito se la larva viene ingerita e reazioni infiammatorie sulla pelle, le mucose e sulla lingua (in questo caso è necessario contattare il prima possibile un veterinario)”.