Volley, un villafallettese sul tetto d’Europa

Dalla Coppa Campioni con la Klippan Torino alla A1 femminile da presidente. Diego Borgna si racconta

Diego Borgna in una foto con alcuni dirigenti del Cuneo Granda Volley nel 2019

Da Villafalletto al tetto d’Europa, passando per i trionfi in Italia. Dalle prime schiacciate nelle scuole elementari del paese ai più grandi palazzetti del mondo, con la maglia azzurra o quella storica della Klippan Torino.

La biografia, sportiva e personale, di Diego Borgna, 71 anni, è una storia di successi. Nato a Villafalletto il 13 marzo 1953, Diego Borgna ha giocato nel ruolo di schiacciatore vestendo per nove stagioni la maglia di Torino, prima di un’esperienza a Pescara nel 1982/83. Nel capoluogo piemontese ha conquistato tre scudetti e la storica Coppa Campioni 1980, vinta dalla Klippan Torino ai danni dei cecoslovacchi di Bratislava in un palazzetto di Ankara stracolmo.

È stato anche giocatore della Nazionale italiana tra fine anni Settanta e primi anni Ottanta. Laureato in ingegneria al Politecnico di Torino, ha poi proseguito l’attività manageriale, divenendo dirigente di alcune multinazionali, ma senza abbandonare il mondo della pallavolo, in cui è rimasto come allenatore e dirigente. Negli ultimi anni, è stato presidente e poi amministratore delegato del Cuneo Granda Volley, prima squadra cuneese a raggiungere la Serie A1 di volley femminile, nella quale ha giocato anche la figlia Enrica.

E oggi, Diego, continua ad essere un grande appassionato di pallavolo, ma forse anche qualcosa in più.

Si ricorda dove iniziò il suo amore per la pallavolo?

Tanto tempo fa, a Villafalletto. Ricordo che le prime partite le disputai durante l’ora di ginnastica alle scuole elementari. Il professor Oreggia tirava una corda contro il muro e si giocava. Villa è stata casa mia fino al matrimonio, ma la “vera” pallavolo è poi arrivata a Cuneo, quando all’Istituto tecnico ebbi modo di conoscere Silvano Prandi, che mi chiese di andare a provare. Da lì, iniziò un’altra storia.

L'intervista completa su La Fedeltà del 6 marzo.