Emergenza minori, la quota del Monviso solidale aumenta ancora

Sale a 1,8 milioni per il 2024. Il presidente Piola: “Siamo a rischio di esplodere”

Monviso solidale sede

Aumenta ancora, nel bilancio di previsione, la quota che il Monviso solidale - il Consorzio socio-assistenziale di cui fanno parte anche Fossano e il Fossanese - destina all’assistenza dei minori. Nell’assemblea di giovedì 7 marzo, il Cda ha proposto - e i sindaci hanno accettato all’unanimità - di stanziare la somma di circa 1,8 milioni di euro per il 2024. Sono 190 mila euro in più del 2023, 320 mila in più del 2022, circa 800 mila in più di cinque anni fa.

Duplice la ragione, come ci spiega Gianpiero Piola, presidente del Monviso solidale: la prima è legata al fenomeno della progressiva disgregazione sociale, che tutti abbiamo sotto gli occhi, con “famiglie che non tengono più”; la seconda all’obbligo che grava in capo ai Consorzi socio-assistenziali - in caso di provvedimenti del giudice - di prendersi cura dei minori, tramite affidi familiari o strutture residenziali. “Non c’è un budget di spesa per i minori - prosegue Piola -. Dipende dal numero di casi. Se c’è un obbligo giudiziale, dobbiamo farcene carico, farlo immediatamente e pagarlo con le quote consortili, non essendoci alcun finanziamento ad hoc da parte dello Stato o della Regione”.

Ad oggi, in numeri, si tratta di 90 minori accolti in residenza, di cui l’80% legati a una decisione del giudice. Quanto basta - e avanza - per spiegare l’incremento della quota per ogni abitante dei 58 Comuni del Consorzio, che negli ultimi anni è salita di tre euro garantendo un introito di circa 450 mila euro per le casse del Monviso solidale. “Il resto - spiega ancora Piola - è arrivato da ottimizzazioni di spese e dalle risorse incamerate per progetti specifici. Ma se non interviene lo Stato, siamo a rischio di esplodere”.

Articolo completo sulla "Fedeltà" di mercoledì 20 marzo