Dall’Airc 11 milioni di euro per la ricerca in Piemonte

Alcuni tra i volontari dell'Airc del Fossanese con le responsabili piemontesi

Centoquarantatre milioni di euro di erogazioni, 11 milioni solo sul territorio piemontese dove sono finanziati 79 progetti di ricerca. Sono i numeri più recenti dell’Airc e sono ciò che permette, a tante donne e uomini, di avere una speranza nella lotta al cancro.

L’organizzazione dell’iniziativa “L’azalea della ricerca”, in programma domenica 12 maggio, è stata l’occasione per riunire allo stesso tavolo i membri dell’Airc del Fossanese con Anna e Maria Giulia, responsabili della sezione Piemonte e Valle d’Aosta dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro. Sono state loro a snocciolare cifre e numeri, che sono davvero impressionanti, e a spiegare le recenti modifiche che la riforma del Terzo settore ha comportato: fino ad un paio di anni fa, infatti, l’Airc aveva il suo ufficio piemontese a Candiolo. Il nosocomio è proprietà della Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro, la cui presidente è Allegra Agnelli che è stata anche ai vertici Airc. La riforma del Terzo settore ha imposto di ben distinguere e scindere le due realtà, che continuano però a collaborare. “La ricerca sul cancro va avanti grazie ad una rete importante di donazioni, di medici e studiosi, di impegno e di strutture all’avanguardia che sono presenti su tutto il territorio nazionale”, hanno spiegato Anna e Maria Giulia.

Grazie ai fondi raccolti (anche) con le diverse iniziative promosse durante l’anno (le azalee, le arance, i cioccolatini della ricerca) Airc ha erogato nel 2023 a livello nazionale 143 milioni di euro per la ricerca. Di questi, 11 milioni sono arrivati sul territorio regionale - una cifra 10 volte superiore al milione e 700 mila euro raccolti con la vendita di azalee e arance solo in Piemonte -, a finanziare i più promettenti progetti che vengono proposti dai ricercatori e da centri di eccellenza. Airc continua a finanziare l’attività di ricerca promossa a Candiolo (quest’anno con 2 milioni di euro), ma supporta anche altre strutture all’avanguardia, come il San Luigi di Orbassano, le Molinette e il Centro interdipartimentale di Biotecnologie Molecolari di Torino.

I progetti vengono selezionati dal comitato scientifico dell’Airc e da un gruppo di revisori esterni stranieri (che cambia ogni anno) in modo tale da poter garantire la massima oggettività nella scelta - hanno spiegato le due responsabili di Airc Piemonte -. È bene sottolineare che non è solo una questione di numeri: Airc vanta una ricerca praticamente internazionale (una loro ricercatrice è appena  partita per il New Mexico) e tante delle informazioni ormai vengono condivise dai medici, a beneficio di tutta la comunità”.

Emerge l’importanza di far parte di una rete: se non ci fosse Candiolo l’Airc avrebbe meno laboratori di ricerca, ma senza l’Airc Candiolo avrebbe meno soldi a disposizione, perché con le sue risorse la Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro non finanzia solo la ricerca, ma deve mantenere l’intero ospedale che è in continuo ampliamento.

Chi vuole aiutare l’Airc può farlo, ad esempio, acquistando le azalee il prossimo 12 maggio, mentre alla Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro di Candiolo arrivano (in modo diretto) i fondi raccolti nelle manifestazioni e iniziative locali, come la Fossano in bici o l’appuntamento danzante organizzato periodicamente al Cap dagli amici della seconda giovinezza.