“Ritratto di un amore”

Ritratto di un amore

di Martin Provost; con Cecile de France, Vincent Macaigne, Stacy Martin, Anouk Grinberg, Andrè Marcon; Francia, 2023, durata 122 minuti. 

Pierre è un giovane pittore di sicuro talento che scrittura come modella d’occasione una altrettanto giovane e bella fioraia di nome Martha, ed è subito amore a prima vista. Lei è fragile e stupenda, lui impetuoso e passionale. Il loro amore magnifico e struggente seguirà le linee sinuose e a tratti contorte della tela e della vita. Lui appartiene ad una ricca famiglia borghese, lei è una popolana semplice e affettuosa, nonostante una fastidiosa asma e una strutturale timidezza la rendano nel complesso piuttosto riservata. Lui ha talento, ma lei ha dignità e candore, formerebbero una coppia stupenda se soltanto credessero un po’ di più in loro stessi e nel loro amore, per qualche tempo ci riusciranno ma poi la vita e le sue debolezze, di Pierre innanzitutto, ci metteranno lo zampino. Articolato lungo quattro passaggi temporali precisi -1893, 1914,1918, 1942 - “Ritratto di un amore” è l’affresco (del resto, essendo alle prese con la vita di un pittore e della sua musa poteva essere qualcosa di diverso?) di un’esistenza alla luce e alle ombre di un amore. Un amore appassionato e intenso ma diseguale, Pierre Bonnard (uno dei più famosi pittori impressionisti del suo tempo) è innamorato della sua pittura e del suo lavoro, Martha è innamorata di Pierre e di lui ne è la musa ispiratrice, tanto che oltre un terzo dell’intera produzione di Pierre Bonnard avrà come soggetto la sua donna, amata intensamente per lungo tempo ma anche stupidamente tradita e trascurata in alcuni momenti. Il film di Provost tratteggia con discreta efficacia la lunga storia d’amore, perdendo tuttavia ritmo e intensità nella seconda parte del film - la stagione della vita in campagna con la casa sulla Senna è certamente la migliore - e Cecile de France/Martha e Vincent Macaigne/Pierre Bonnard vivono con appassionata intensità i loro ruoli, lei meglio di lui ma nell’insieme l’alchimia funziona, così come Anouk Grinberg ben incarna il personaggio di Misia Godebska, ricca, talentuosa e isterica pianista reginetta del bel mondo e amante di innumerevoli artisti. Un apprezzabile quadro che nel complesso si fa apprezzare ma a cui manca la scintilla.