Sanità in Piemonte, la Consulta boccia la spalmatura del debito

Respinta la rinegoziazione unilaterale della Giunta Cirio

Il grattacielo della Regione

Quasi 250 milioni di euro in più. È la somma che il futuro presidente della Regione Piemonte rischia di dover cercare tra le pieghe del bilancio e tirar fuori, in fretta, per la Sanità. Il “regalo” arriva dalla Corte Costituzionale che, con sentenza del 24 aprile, ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 8 della legge regionale n. 6 del 24 aprile 2023 con cui la Giunta Cirio aveva previsto di spalmare su 10 anni, anziché sui 4 previsti, il rientro del debito sanitario nei confronti dello Stato. La conseguenza è che ora la Regione dovrà trovare in cassa 107 milioni per coprire l’ammontare complessivo della rata dello scorso anno (200 milioni) e altri 127 sull’anno in corso, per destinarli ad Asl e Aso, sottraendoli ad altre funzioni. La sentenza non è ovviamente passata inosservata in campagna elettorale alimentando il fuoco di dichiarazioni.

Articolo completo sulla "Fedeltà" di mercoledì 22 maggio