Tiziana Costamagna da Fossano alla California per realizzare un grande sogno

Costamagna Tiziana

A quanti di noi è capitato di dover risalire con i ricordi fino alla propria infanzia per scoprire se la persona che siamo corrisponde (almeno in parte) a ciò che volevamo davvero diventare? Credo sia un esercizio introspettivo e intimo comune a molti, un modo per rileggersi col senno di poi e magari trovare la forza per provare a cambiare ciò che non ci appartiene, non ci rappresenta, non ci ha mai convinto fino in fondo. Perciò è bello raccontare le storie di coloro che hanno saputo assecondare e valorizzare inclinazioni e talenti coltivati fin da bambini per inseguire la propria realizzazione.

“Ero una ragazzina molto vivace e curiosa di tutto quanto accadeva fuori dal nido familiare, mi piaceva lasciare campo libero all’immaginazione e fare nuove esperienze”. Queste le prime parole di Tiziana Costamagna, classe 1972, nata e cresciuta a Fossano, che da oltre quindici anni vive e lavora stabilmente negli Stati Uniti, più precisamente a San Francisco. Una scelta radicale di vita, compiuta, in età adulta, quando di certo è più difficile lasciare il consueto per l’ignoto.

La crisi

Frequenta il liceo artistico a Cuneo, mostra grande interesse verso altre culture, diverse mentalità e forme artistiche. Indecisa tra la facoltà di Architettura e l’amore per la fotografia, si iscrive successivamente allo Ied di Torino, che le offre la possibilità di terminare l’indirizzo di arti visive ad Austin in Texas, sede di un rinomato e avanguardistico centro di cinematografia. “Feci anche un sopralluogo ad Austin - ricorda - ma alla fine scelsi di completare gli studi a Torino perché non mi sentivo ancora pronta”.

I primi passi professionali avvengono ad Alba, forse la più internazionale e conosciuta delle città della Granda. “Il mio strumento d’espressione era e resta la fotografia: cominciai a conoscere gente dell’ambiente enogastronomico, a fare i primi lavori artistici, ma anche commerciali come brochure, matrimoni ed eventi. Dopo qualche tempo avviai uno studio fotografico e più tardi entrai in società con il noto fotografo Bruno Murialdo che mi aiutò a credere in me stessa, spronandomi a cercare il mio stile: nacque così lo studio ‘Carpediem’ che esiste ancora oggi”.

Il richiamo dell’altrove però si fa sempre più pressante, così Tiziana parte nuovamente questa volta per esplorare gli States in modo più ampio. “Non avevo nessun riferimento, ma tanta voglia di scoprire luoghi, situazioni e consuetudini così diverse dal nostro mondo. Al mio ritorno cercai di trasferire nel lavoro tutto ciò che mi aveva ispirata, che avevo appreso”.

Nello stesso periodo, ad Alba incontra un imprenditore americano che coinvolge anche l’Amministrazione comunale nell’organizzazione di eventi legati al vino e all’enogastronomia con il fine di creare un gemellaggio tra Alba e Boca Raton, città nel sud della Florida. “La sister cities non andò a buon fine, ma rimasi in contatto con lui. Del tutto inaspettatamente però, persi mio padre. Avevo ventisei anni: per me e la mia famiglia fu un trauma. Immediatamente lasciai da parte progetti e aspirazioni per poter stare vicina a mia madre dedicandomi solo ad attività di routine”.

Alla lunga però questa scelta si rivela molto più dura del previsto, la sofferenza per il lutto, la necessità di coniugare i tempi di lavoro con le esigenze familiari, creano un corto circuito che incide sulla salute di Tiziana. “Fui costretta a fermarmi per potermi curare. Durante quel periodo difficile capii che dovevo cambiare la mia vita. Mia madre, donna comprensiva e di larghe vedute, e mio fratello Paolo mi furono di sostegno. Il loro appoggio non mi è mai mancato”.

Da Alba alla Florida

“Il cambiamento fu drastico e repentino. Temevo che se non fossi partita, mi sarei ammalata nuovamente”. A trentadue anni, grazie al suo contatto americano, Tiziana lascia l’Italia e atterra a Boca Raton, contea di Palm Beach nel sud della Florida. “Non conoscevo la lingua, non avevo nessun piano e dovevo ricominciare da zero”. Grazie ad alcuni contatti, riesce ad ottenere un incarico come fotografa per il Dipartimento di Musica, Letteratura e Teatro presso l’Università locale. “Un lavoro che fu utile anche per farmi conoscere anche al di fuori di quell’ambiente”. Arrivano così nuove commissioni di lavoro da parte di alcune agenzie immobiliari che le affidano progetti grafici per la vendita di ville e case prestigiose. Tiziana collabora inoltre con il suo amico imprenditore che importa e vende prodotti enogastronomici, ma le cose non sono facili. “I miei permessi di soggiorno erano di breve durata, ciò mi costringeva a tornare spesso in Italia facendomi sentire sempre un po’ precaria”.

Però non molla cercando di cogliere tutte le opportunità che si presentano. Tra queste il fortunato incontro con una coppia di produttori di un rinomato cabernet, fondatori della “Grace Family”, un’estesa proprietà vitivinicola nella Napa Valley, in California.

L’incontro con il Dalai Lama

“Incontrai Dick e Ann Grace in Florida durante un evento legato al vino. Diventammo amici e andai a trovarli diverse volte in California scoprendo quei luoghi come turista. Soprattutto a San Francisco respiravo un’aria diversa, carica di energia positiva. Condividevo inoltre l’orientamento etico di questa coppia che aveva creato una Fondazione per bambini in Nepal ed era molto vicina al Dalai Lama. Apprezzavano i miei lavori, così nel 2009 in occasione di un soggiorno del Dalai Lama al Ritz-Carlton, mi chiesero di realizzare un reportage nel corso dell’incontro che avvenne in forma privata. Fu un momento emozionante e semplice allo stesso tempo. Il Dalai Lama, uomo simpaticissimo, passava da una battuta a un argomento serio con disinvoltura. Terminato l’incontro a porte chiuse, poco prima di apparire in pubblico, mi prese per mano, mi mise al collo la sua sciarpa e mi esortò a vivere con gioia la mia vita. Quella sciarpa la conservo ancora: poco dopo decisi di trasferirmi stabilmente a San Francisco”.

Su e giù per le strade di San Francisco

“Il costo della vita in questa stupenda città si rivelò decisamente superiore rispetto a Boca Raton. Ho letteralmente percorso le sue famose strade, come nei telefilm per presentarmi a potenziali clienti come agente free lance nel settore del vino per conto di un importatore che ora non è più in attività. Inoltre, per acquisire maggior professionalità, sono diventata sommelier presso la North American Sommelier Association conseguendo anche l’attestato di italian wine specialist. Negli anni la mia attività si è evoluta e diversificata: sono riuscita a fidelizzare molti di quei primi clienti ampliando la mia rete commerciale. Nel 2019, qualche tempo prima della pandemia, ho avviato finalmente a mio nome un’attività di importazione di prodotti enogastronomici italiani provenienti da varie regioni del nostro paese, isole comprese. Seleziono sempre realtà produttive che hanno dietro una storia e dei valori: da un’azienda tutta al femminile che coltiva pomodori in Campania, al cioccolato prodotto in un laboratorio di Alba in cui lavorano persone diversamente abili o provenienti da storie di disagio sociale. Dalla Sardegna importo invece ‘formaggi di nicchia’ frutto del lavoro artigiano di allevatori e trasformatori locali che rifuggono il circuito della grande distribuzione”.

Le due facce dell’America più un cane

Oltreoceano Tiziana ha trovato la sua strada portando avanti tanti progetti e potendo contare su una rete di solide amicizie costruite nel tempo, ben consapevole dei lati positivi e negativi della mentalità statunitense. “Questo è un paese che offre ancora molte opportunità: sono molto fiera di ciò che ho realizzato con le mie forze anche dal punto di vista economico. Qui puoi sempre ricominciare in qualunque momento della tua vita, a qualsiasi età senza sentirti giudicato o fuori luogo. Mancano però quei rapporti e quei legami familiari a cui siamo abituati in Italia e in Europa. I giovani molto spesso lasciano le proprie famiglie dopo il College per andare a frequentare le università magari in altri Stati e poi non ritornano. Le famiglie si riuniscono di solito due volte l’anno: per il Thanksgiving Day e a Natale. In molte grandi città americane, anche a San Francisco, la realtà degli homeless è un fenomeno diffuso che gli americani, sempre pronti a celebrare il successo individuale, non riescono ad affrontare in modo adeguato”.

Tiziana convive da quindici anni con una grande compagna di viaggio, Medi, una bearded collie prelevata da un canile quando aveva otto mesi. “La porto ovunque con me anche durante gli spostamenti in auto: è la mia alleata, il mio grande amore. Nel tempo libero facciamo lunghe passeggiate, amo trascorrere con lei ogni momento possibile”.

Il loro rapporto speciale ha ispirato una serie di foto in bianco e nero scattate cercando di interpretare il mondo così come lo vede (anche rispetto alla propria altezza) Medi.

“Negli ultimi tempi gli impegni di lavoro e le giornate frenetiche mi hanno costretta a lasciare la fotocamera nel cassetto, ma so che la passione per la fotografia non mi abbandonerà mai”.

Questa è dunque la storia - che prosegue felicemente in un continuo work in progress - di una ragazzina fossanese vivace e curiosa che sognava l’altrove e che, una volta adulta, ha trovato la forza e il coraggio di raggiungerlo.

Marianna Mancino