“Bene stop al fotovoltaico selvaggio”

Pannelli Fotovoltaici ambiente energia solare
(foto Derek Sutton, Unsplash)

Il decreto-legge Agricoltura è infine passato, dopo un braccio di ferro fra il relativo ministero e quello dell’Ambiente e i rilievi degli uffici tecnici del Quirinale. Fra i temi più discussi presenti nel dl, c’è quello del fotovoltaico a terra: il testo approvato vuol essere un compromesso fra la necessità di salvaguardare i terreni agricoli e quella di produrre energia pulita “in loco”. Coldiretti si è detta soddisfatta.

In estrema sintesi, i campi coltivati sono salvi: il provvedimento li protegge da quello che i detrattori definiscono il “fotovoltaico selvaggio”, ovvero i maxi-impianti allestiti al suolo che possono sottrarre spazio all’agricoltura. Al tempo stesso, il legislatore vuole evidentemente creare le premesse perché si continui ad investire sul fotovoltaico come uno degli strumenti attraverso il quale l’Italia può produrre energia “green”, non più proveniente da fonti fossili: uno sforzo - questo - in cui si inserisce anche quello di garantire al Paese, per quanto è possibile, l’autonomia energetica. Il divieto a tutela dell’agricoltura non riguarda perciò alcuni tipi di impianti fotovoltaici: sono esclusi, nel dettaglio, gli impianti finanziati nell’ambito dell’attuazione del Pnrr e gli impianti relativi a progetti di agrivoltaico, oltre a quelli da allestire in cave e miniere, in aree attigue a ferrovie, aeroporti, autostrade e negli spazi interni delle industrie.

Coldiretti ha accolto il nuovo dl come “un segnale importante per il mondo agricolo”, anche per quanto riguarda “gli aiuti per le filiere in difficoltà, le risposte sul tema delle pratiche sleali, i pagamenti più rapidi per gli agricoltori che vengono danneggiati e il rafforzamento del lavoro di Ismea sui costi medi di produzione”. Per quanto riguarda i pannelli, “fondamentale era mantenere lo stop al fotovoltaico selvaggio, dopo che per anni Coldiretti ha chiesto l’emanazione del «decreto aree idonee sul fotovoltaico a terra»”. “Ora è stato fatto un giusto intervento per fermare le speculazioni dei grandi fondi di investimento che in molte aree del Paese stanno mettendo in difficoltà la produzione agricola”, osserva il direttore di Coldiretti Cuneo, Fabiano Porcu.