L’impegno della Caritas di Fossano contro lo spreco alimentare grazie all’8xmille

Progetto in collaborazione con il Banco alimentare e la grande distribuzione del territorio

Caritas Spreco Alimentare
Alcuni dei volontari che quotidianamente ritirano le eccedenze alimentari da negozi e supermercati

È un dovere morale non sprecare i doni della provvidenza e della natura”. Esordisce così Nino Mana, responsabile della sezione Caritas di Fossano nel raccontare i principi alla base del progetto “Raccolta alimentare contro lo spreco”, nato nel 2011 utilizzando i contributi dell’8xmille (qui le indicazioni su come firmare per la Chiesa cattolica).

Proprio grazie a questi fondi, tredici anni fa, la Caritas diocesana ha cominciato a coniugare il compito di aiutare persone e famiglie in situazioni di disagio con la lotta allo spreco alimentare. Nel tempo è riuscita a strutturarsi in modo sempre più dinamico e articolato per garantire l’efficienza e la continuità di un sistema piuttosto complesso da gestire.

“C’era bisogno di innescare un circolo virtuoso per veicolare le eccedenze alimentari in capo a esercizi commerciali e grande distribuzione in favore di coloro che si trovano in difficoltà temporanea o di più lunga durata, evitando che queste preziose ‘risorse di giustizia sociale’ andassero sprecate. L’uomo investe energia, sfrutta la natura, produce scarto e inquinamento per esigenze di mercato; cercare di arginare questo fenomeno per trasformarlo in opportunità è un fine a cui abbiamo deciso di puntare con perseveranza”.

Una sfida non da poco che ha richiesto la messa a punto di un metodo capillare di raccolta e redistribuzione sul territorio. Il primo passo fu ‘andare a suonare il campanello’ presso i  punti vendita del Mercatò: “Fummo accolti cordialmente dalla dirigenza che, dopo le prime titubanze e anche grazie alla mediazione di Bartolo Bogliotti (allora ispettore Dimar), accolse il nostro invito” .

Di pari passo la gestione burocratica del progetto fu affidata al Banco alimentare, coordinato fino al 2023 da Silvio Vola e poi da Lino Grasso. La Caritas acquistò un Doblò di seconda mano, lo adattò eliminando i sedili posteriori (Nino sorride nel ricordarlo) e con l’ausilio di volontari cominciò ad effettuare le prime operazioni di raccolta e distribuzione di cibi prevalentemente confezionati. “A giorni alterni consegnavamo i viveri ai Centri d’ascolto delle sei parrocchie fossanesi. A loro spettava poi il compito di preparare le borse alimentari e destinarle ai nuclei in difficoltà di cui erano a conoscenza”.

Dopo pochi mesi, Mana riuscì a coinvolgere anche Dario Armando, titolare degli Orti del Casalito. “Fu il dialogo con un pediatra a farci riflettere sull’importanza di reperire anche frutta e verdura, poiché nel corso delle sue visite stava riscontrando numerosi casi con patologie che credeva ormai sconfitte, dovute a un’alimentazione povera, carente di sostanze e vitamine necessarie alla salute dei bambini. Anche in questo caso riuscimmo a vincere le resistenze iniziali dei commercianti avviando una sperimentazione di due settimane: non ci siamo più fermati”.

Ben presto il giro si allargò fino a coinvolgere quasi tutti i supermercati della città: Lidl, Eurospin, Aldi, Presto Fresco, alcuni negozi e rivendite, ma è stata la nascita dell’Emporio in via Matteotti, nel 2016, a creare una svolta decisiva. “Sollevando i Centri ascolto delle parrocchie da un impegno sempre più arduo e gravoso, abbiamo voluto offrire alle famiglie la possibilità di scegliere gli alimenti, secondo le diverse abitudini e tradizioni gastronomiche, favorendo anche un percorso consapevole contro la cultura dello spreco. Inizialmente siamo partiti con la registrazione di 170 nuclei familiari: oggi sono circa 230, circa un migliaio tra anziani, adulti, giovani e bambini che cerchiamo di sostenere”. Numeri che sono cresciuti negli anni anche in territori considerati a minor rischio di povertà come il nostro (la Caritas di Fossano opera anche su Genola e Levaldigi).

Nell’emporio, aperto dal lunedì al venerdì, sono disponibili, oltre ai prodotti confezionati, alimenti freschi, frutta, verdura, pane e surgelati. L’attività è gestita da una dipendente, da cinque tra volontari e persone che svolgono lavori socialmente utili e da una ragazza titolare di un tirocinio per l’inserimento lavorativo promosso dal Consorzio Monviso solidale. Il gruppo riceve, seleziona e dispone sugli scaffali le eccedenze che quotidianamente altri tre incaricati ritirano da negozi e supermercati con una furgonetta che nel frattempo ha sostituito il Doblò.

 “In convenzione con il Comune ritiriamo, in media, una quarantina di pasti al giorno dalle scuole e li consegniamo al Condominio solidale Divina Provvidenza che, con un sistema ben collaudato di prenotazione a rotazione, riesce a recapitarli quotidianamente” .

Da diversi anni inoltre, grazie ad un’altra convenzione con l’Amministrazione comunale, la Caritas fornisce quotidianamente 15 pasti preparati dalla mensa scolastica per il ristoro serale aperto presso il convento dei Francescani. Durante i fine settimana, le festività ed il periodo estivo è la mensa della Gesac a garantire la copertura del servizio. L’attività non ha subìto battute d’arresto neppure durante la pandemia.

La volontà dei cittadini che ogni anno scelgono di destinare l’8xmille a favore di enti del terzo settore - conclude Mana - ci dà la possibilità di sviluppare programmi di sostegno e di solidarietà per le fasce più fragili della società e per il bene comune. Sono soldi pubblici che possono essere indirizzati a chi opera sul territorio e consentono ai donatori di verificare sul campo la sostenibilità e il successo delle attività intraprese”.

Marianna Mancino