Paolo Lingua: “Amarezza per il risultato: ha vinto il voto di partito”

Intervista al consigliere più votato nella squadra di Balocco alle elezioni comunali a Fossano

Paolo Lingua

Il consigliere più votato nella squadra di Francesco Balocco, candidato sindaco a Fossano, è Paolo Lingua. Dirigente bancario, è rieletto in Consiglio per la terza volta: la prima, nel 2014, raccolse 110 preferenze e fu capogruppo di maggioranza del Pd; la seconda, nel 2019, salì a 140 preferenze; la terza, pochi giorni fa, ne ha totalizzate 227. Nel mandato che sta per iniziare siederà tra i banchi della minoranza, come ha fatto in quello appena concluso.

Come ne è uscito da questo voto?

Con un sentimento duplice: da un lato tanta amarezza, dall’altro altrettanta soddisfazione. L’amarezza è, ovviamente, per il risultato finale: negli ultimi giorni ci abbiamo creduto tanto, le sensazioni che avvertivamo in città ci avevano forse illuso. La soddisfazione è per il mio risultato personale, perché oltre 200 elettori, evidentemente, hanno valutato la mia opposizione e la mia politica in Consiglio comunale - quella che ho fatto negli ultimi 5 anni - in termini positivi, come un lavoro attento, non ideologico, propositivo per la città. Ciò detto, i numeri ci dicono che quello per Tallone è stato molto di più un voto di partito. Basta guardare le preferenze. Dopo Bergesio, infatti, c’è il vuoto: la prima linea di Tallone sta dietro a molti dei nostri candidati. Se l’elettore fosse stato convinto del valore della squadra, della giunta uscente, avrebbe votato la squadra. Guardo anche, altro indizio, il numero di voti secchi assegnati ai candidati sindaci, senza le liste: Tallone ne ha presi 289, Balocco più del doppio. E arrivo alla stessa conclusione.

Qualcosa però è mancato per completare la rimonta. Che cosa, secondo lei?

Non so dirlo, in onestà. Ma sono contento di quel che abbiamo detto e fatto in campagna elettorale. E cioè, di aver detto la verità. Noi non abbiamo avuto bisogno di vendere fumo: di inaugurare una scuola che dieci minuti dopo il taglio del nastro era tornata ad essere un cantiere; o un presidio Polfer che - mi risulta - è stato subito chiuso perché non ci sono ancora i mobili; oppure una tangenziale ancora preclusa ai camion da più accessi. Era tutta fuffa: cose che diventeranno realtà tra qualche mese. Anche sul biometano non abbiamo detto frottole. Non è il nostro modo di fare politica.

La vostra sarà opposizione dura?

Sarà opposizione attenta, senza pregiudizi, ma senza sconti. Approveremo ciò che è nell’interesse della città, voteremo contro tutte le volte che sarà necessario. Verificheremo le tante cose su cui la gente mormora. Ci prepareremo, studieremo gli atti. Daremo ascolto a chi non l’ha avuto. È ciò che abbiamo sempre fatto.

Il centro-destra prevale, in provincia di Cuneo, anche alle Europee e alle Regionali. Da esponente del Pd, vede una via di uscita?

A Fossano alle Regionali con Ivana Borsotto candidata, il Pd è risultato come voti il primo partito. Da qui e dall’ottimo risultato delle Europee dobbiamo partire come Pd per crescere ancora. I voti, purtroppo, seguono molto poco ragionamenti logici e lineari: prima tutti per Pd con Renzi, poi tutti per il vaffa dei 5 Stelle, poi la Lega, adesso Fratelli d’Italia… La gente non è contenta altrimenti non cambierebbe. Da qui dobbiamo ripartire...