“The bikeriders”

THE BIKERIDERS

di Jeff Nichols; con Austin Butler, Tom Hardy, Jodie Comer, Michael Shannon, Mike Faist; USA, 2023, durata 116 minuti. 

La vita in sella ad una moto, anzi ad una Harley Davinson che per quei ragazzi era molto di più di una semplice moto. Cogliere quelle esistenze attraverso le fotografie e le interviste di un giovane fotografo che per alcuni anni raccontò da vicino vita e misfatti di un club motociclistico del Midwest statunitense. Nati sul finire degli anni’50, i Vandals sono l’espressione di un torbido e confuso desiderio di libertà al di là di regole e costrizioni. Il capobranco è Johnny, un camionista che cerca sulle due ruote un modo per evadere da una quotidianità che non lo soddisfa e in cui non si riconosce. I ragazzi del gruppo sono figli della lower class, vengono dai quartieri poveri delle periferie urbane, chi lavora svolge mansioni manuali, spesso umili, gli altri bighellonano tra bar e feste all’aperto. In gruppo, in sella ad una moto si sentono finalmente qualcuno, i colori della banda regalano loro quell’identità che da soli non avrebbero mai. Scorrazzano in moto lungo le highway, si ubriacano, si prendono a cazzotti, sono sporchi e laceri ma in qualche modo, sinceri. C’è del metodo nella loro bruttezza e brutalità, sono ribelli ma non (ancora) criminali. Sembrano più brutti di quanto in realtà sono, al di là delle birre bevute e delle sigarette fumate che sempre penzolano dalle loro labbra i Vandals cercano e celebrano tra di loro quell’amicizia e quella solidarietà che nelle loro case non avrebbero mai trovato. La banda è il solo modo che hanno per sfuggire a quella solitudine esistenziale che alberga inespressa nei loro cuori e a cui le loro menti semplici non sanno dare risposta. Il racconto si concentra, a tratti quasi con taglio documentaristico, sulle figure di Johnny, Benny e la di lui moglie Kathy visti attraverso l’obiettivo della macchina fotografica di Danny (Mike Faist). Il perno anzi è proprio l’amicizia tra il capo branco e il suo prediletto, in quello che per certi versi potrebbe anche essere definito come un “Buddy movie”. L’amicizia è sincera, l’affetto profondo, poi però qualcosa si rompe, nel club entrano nuovi elementi, molti sono reduci dal Vietnam, arrivano le droghe, la violenza e il malaffare si fanno esponenziali e da ribelli i Vandals si trasformano in criminali, sino al tragico epilogo finale. 

Si sente l’eco de “Il selvaggio” con Marlon Brando e di “Easy riders” nella regia di Jeff Nichols, Austin Butler/Benny, Tom Hardy/Johnny e Jodie Comer/Kathy sono a dir poco superlativi, il vero valore aggiunto del film, che a tratti però può sembrare involuto.