"Era una persona con grande buonsenso, un modo di fare un po' d'antan. Ha dato alla nostra scuola un tocco di signorilità portando la sua esperienza di un uomo di altri tempi". Gianpiero Brignone ricorda così Tino Zerbini, maestro di chitarra, polistrumentista, eclettico e appassionato personaggio mancato a 90 anni.
Agostino Zerbini - Tino per tutti - per più di vent'anni è stato maestro di chitarra ritmica sia al Civico Baravalle sia dopo la sua trasformazione in Fondazione Fossano Musica. "È stato bello averlo con noi, era una persona che portava l’allegria, sapeva entusiasmare i suoi allievi, sapeva farsi voler bene e riusciva ad appassionare le persone alla musica - continua Brignone -. Era sorprendente: aveva già superato i 70 anni quando ha deciso di comprarsi un pc, un programma per registrare e una scheda audio. Tutte cose che lui non sapeva usare. Eppure a furia di tentare era riuscito a registrare un disco intero nell'aula in cui faceva lezione". Un disco interamente firmato "Zerbini" che, da ottimo polistrumentista qual era, aveva registrato le tracce di chitarra, pianoforte, tromba e voce.
Realizzava anche le basi su cui faceva studiare gli studenti. "Memorabili sono stati i campus estivi con lui, le presentazioni che non finivano mai e l'entusiasmo contagioso".
Del 2018 era lo spettacolo "Mi e Gipo", uno show musicale con le più famose canzoni scritte da Gipo Farassino e il cabaret piemontese ideato da Tino Zerbini. Lo accompagnava il trio d’eccezione formato da Stefano Costantino, Andrea Stefenell e Stefano Milanesio.
Zerbini lascia i figli Davide e Luca con Romina, la nipote Isabella, il fratello Giacomo, Mirella e parenti tutti.
































