Come fratelli

Come Fratelli

di Antonio Padovan; con Francesco Centorame, Pierpaolo Spollon, Ludovica Martino, Paola Buratto, Noah Signorello, Giacomo Padovan, Roberto Citran, Giuseppe Battiston, Alessio Praticò, 2025, Italia, durata 90 minuti.

Sabrina e Melissa sono da sempre grandi amiche. Hanno condiviso tutto, sin dall’infanzia e si trovano ora, alle soglie dell’età adulta, entrambe in dolce attesa. I loro figli nasceranno negli stessi giorni chissà, forse lo stesso, ma sarà un altro il giorno in cui i loro destini verranno scritti in maniera definitiva, con un tragico incidente stradale come epitaffio.  

I mariti, Giorgio e Alessandro, si trovano di colpo a fare i conti con una duplice mancanza, quella di una compagna di vita e di una madre per i loro figli. Soli e decisamente disperati, dopo alcuni mesi di notti insonni e giornate massacranti Giorgio e Alessandro decidono di condividere la casa di uno di loro e di crescere insieme i rispettivi figli nel tentativo di ottimizzare le risorse, ridurre gli sforzi e dare un po’ di stabilità emotiva ai piccoli Samuele e Michele, in una sorta di famiglia allargata a conduzione maschile. Ma quando uno dei due papà troverà una nuova compagna, il delicato equilibrio della famiglia entrerà in crisi…

Sceneggiato con acutezza e garbo da Martino Coli e diretto con altrettanto tatto da Antonio Padovan, “Come fratelli” mescola con intelligenza dramma e commedia; infatti, l’oggetto del racconto è assolutamente serio – la morte improvvisa delle due mamme e mogli, i rapporti padre-figlio, le difficoltà che devono affrontare i nuclei monoparentali, e più in generale la scarsità di servizi e assistenza per le famiglie nel nostro Paese, ecc – ma il registro espositivo scelto da Padovan è decisamente leggero, da commedia appunto, con frequenti siparietti e arguti botta e risposta tra i protagonisti, con i due bambini poi, a cominciare dal piccolo Michele, che si rivelano interpreti davvero superlativi. Una commedia intelligente e scorrevole che si fa vedere con piacere e che ci dice buone cose sullo stato di salute del cinema italiano (nonostante gli incredibili ostacoli messi in campo dal ministro della Cultura).