
Taser per la Polizia locale. È il passo compiuto dal Comune di Fossano in materia di sicurezza urbana. Fossano sarà uno uno dei primi Comuni in Piemonte e il primo in provincia di Cuneo a fornire questo strumento ai propri agenti.
Chiamato anche pistola elettrica o storditore elettrico, il taser è un dispositivo classificato come arma non letale che fa uso dell’elettricità per impedire il movimento del soggetto colpito facendone contrarre i muscoli.
La notizia è stata ufficializzata dal sindaco Dario Tallone al termine del corso teorico-pratico di tre giorni, organizzato al Comando di Polizia locale di Fossano, che ha coinvolto 10 agenti tra sottufficiali e ufficiali. Il corso ha abilitato il personale al corretto maneggio e impiego del taser 10. “Il taser - afferma dicendosi orgoglioso del primato fossanese - è prima di tutto uno strumento di deterrenza, basti pensare che nel 90% dei casi di impiego, prima del suo utilizzo, i malintenzionati desistono da condotte illegali garantendo l’incolumità degli intervenuti e il ripristino delle condizioni generali di sicurezza. Questi investimenti sono indirizzati a potenziare e valorizzare l’attività degli operatori di Polizia locale”.
I taser verranno impiegati dalla Municipale di Fossano per le attività e operazioni di sicurezza urbana non appena verrà ultimato l’ulteriore iter giuridico e sanitario con l’acquisizione da parte dell’Asl delle linee d’indirizzo sanitarie.
In attuazione della delibera del Consiglio comunale del 31 ottobre 2024, che regola la disciplina dell’armamento e dei dispositivi di protezione individuale, le armi ad impulsi elettrici verranno sperimentate per sei mesi dagli agenti fossanesi, andandosi ad aggiungere all’ordinario armamento in dotazione e ai dispositivi di protezione già in uso.
L’introduzione dei taser si inserisce in un quadro più ampio di potenziamento, avviato dall’Amministrazione comunale, delle risorse per la sicurezza, come sottolinea Tallone: “Stiamo continuando ad investire in questo ambito anche dotando la città di un sistema di videosorveglianza sempre più sofisticato e e sottoscrivendo in materia di sicurezza integrata un protocollo d’intesa con l’Arma dei Carabinieri per consentire a questi ultimi di accedere al sistema”.




























