Al Migliorero la Giornata dell’ipertensione

Domenica 20 luglio, il rifugio Migliorero ospiterà un evento organizzato dalla Commissione medica del Cai nazionale, dalla Società italiana dell’ipertensione, dalla Società italiana medicina di montagna e dalla World Hypertension League, in collaborazione con la sezione di Fossano. Si tratta della “Giornata dell’ipertensione”, dedicata allo screening della patologia ipertensiva in quota: già dalle 8,30 del mattino - e fino alle 12,30 - medici ed infermieri saranno a disposizione degli escursionisti che si recheranno al rifugio per valutare i loro valori di pressione sanguigna, di frequenza cardiaca e di saturazione in ossigeno, aiutare nella compilazione di un questionario dedicato ai fattori favorenti le malattie cardiovascolari e consigliare rimedi e comportamenti utili sia alla prevenzione che al trattamento di tali patologie. Obiettivi di questo evento (sperimentato già in altri rifugi della regione) sono lo screening della malattia ipertensiva e di alcune patologie respiratorie, oltre che l’elaborazione statistica dei dati rilevati per valutare l’impatto della quota e dell’esercizio fisico sui valori di pressione, di saturazione in ossigeno e di frequenza cardiaca di escursionisti e alpinisti.

Il rifugio Migliorero si trova in una quota (2090 m.) definibile “medio-alta”, in cui alcune patologie, nella fattispecie cardiovascolari e respiratorie, se non opportunamente trattate e note, possono risultare esacerbate: è dunque opportuno che tutti i frequentatori della montagna siano messi in grado di conoscere i rischi connessi alle loro attività, così come è altrettanto utile sapere che l’esercizio fisico praticato con alcuni semplici accorgimenti (aerobiosi, opportuna idratazione, progressività, continuità …) e tenendo conto del tipo di malattia, è estremamente utile a trattare, insieme alle terapie farmacologiche, proprio le stesse patologie per le quali, fino a non molti anni fa, la frequentazione della montagna era risolutamente proscritta.

La “Montagnaterapia” e “La montagna che aiuta” sono infatti diventate, negli ultimi vent’anni, iniziative simbolo di grande rilievo delle Commissioni mediche del Cai per diffondere una nuova pratica della montagna, finalizzata a promuovere un esercizio fisico “bilanciato”, indirizzato a trattare con successo malattie come il diabete, le cardiopatie, alcune patologie respiratorie e talune malattie psichiatriche.