Acqua pubblica, l’ora della verità

Cogesi propone un acconto da 20 milioni di euro e un pagamento rateale per subentrare a Egea Acque. L’Ato decide mercoledì

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Arriva l’ennesimo tornante decisivo nel percorso di pubblicizzazione del servizio idrico in provincia di Cuneo. La data di svolta era quella di sabato 12 luglio, scadenza della diffida ad adempiere inviata dall’Ato (l’Autorità provinciale) a Cogesi (la Società pubblica consortile, concessionaria del servizio per la Granda), ovvero a versare il valore residuo a Egea Acque - una somma di 69 milioni di euro - per subentrare nella gestione dei servizi nei territori di Langhe e Roero, pari a circa il 20% del territorio provinciale, ancora in mano al privato.

Cogesi - che è composta da otto soci, tra cui Acda (Cuneo), Mondo Acqua (Mondovì) e, da poco più di un mese  Alpi Acque (Fossano, Savigliano e Saluzzo) - ha risposto mettendo sul piatto un accordo di massima con Banca Iccrea e con un pool di banche collegate che permetterebbe di versare subito un acconto da 20 milioni di euro; il resto a saldo, in una o più rate, una volta definiti con Egea Acque beni e personale (una sessantina di addetti) da trasferire.

L’operazione, di cui si ipotizza la conclusione a fine settembre-inizio ottobre, sarebbe ripartita fra Cogesi (di cui è stato aumentato a garanzia il capitale sociale) e i vari i soci di Cogesi, che acquisirebbero con fondi propri o con altri finanziamenti bancari uno o più asset di Egea Acque. Nello specifico, Alpi acque, con 6 milioni di euro, si prenderebbe la gestione di acquedotto, fognature e depurazione dei Comuni di Cherasco e Narzole. 

La palla passa ora all’Ato, che ad ore - la riunione è stata fissata alle 17 di mercoledì 16 luglio - dovrà valutare se gli impegni assunti da Cogesi vanno nella direzione richiesta e, di conseguenza, concederle il tempo tecnico necessario per completare l’operazione. Il tutto tenendo conto anche dell’altra parte in causa, Egea Acque, che nel caso in cui non si ritenga soddisfatta delle modalità e della tempistica è pronta a giocare la carta dei ricorsi, con la malcelata speranza di tornare in pista anche nella gestione del servizio.

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