Diniego. È la parola che Fossano - Comune e Comitato di cittadini - aspettava da mesi in risposta alla richiesta di autorizzazione di un impianto di biometano in via Marene, alle porte della città, presentato dalla ditta Biomethan Green Park 3. E quella parola è stata pronunciata dalla Provincia di Cuneo nel provvedimento pubblicato all’albo pretorio nel pomeriggio di giovedì 24 luglio, che “dispone di diniegare l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di un impianto di digestione anaerobica per la produzione di biometano da biopmasse vegetali, reflui zootecnici e sottoprodotto dell’industria alimentare da installarsi in Fossano”.
Porta la firma dell’ingegner Massimiliano Marabotto, dirigente del Settore Tute la del Territorio, e mette la parola fine al procedimento autorzzativo e concessorio di un progetto depositato a fine 2023, che ha impegnato gli enti interessati in tre diverse Conferenze dei servizi (il 6 febbraio 2024, il 17 ottobre 2024 e l’8 maggio 2025) e in una miriade di proroghe e integrazioni (o rilievi) richieste alternativamente dal proponente e dal Comune di Fossano. Resta da vedere se il diniego della Provincia coincida o meno con la chiusura del dossier, incombendo ancora la spada di Damocle del ricorso al Tar da parte della ditta di Legnago.
Nel frattempo, Fossano incassa un No che era già stato anticipato nell’ultima Conferenza dei servizi, al termine della quale era stata ribadita la “non sussistenza dei presupposti per il rilascio dell’autorizzazione a costruire ed esercitare l’impianto”, ma con il brivido supplementare delle integrazioni presentate dalla ditta fuori tempo utile (la sera del 7 maggio 2025) con riserva di “un esame puntuale a valle della Conferenza stessa”.
Ora - documento alla mano - si può dire che quell’esame è stato effettuato, ma che non è bastato per superare i motivi ostativi.































